Stefano Pioli è il nuovo allenatore del Milan, ha firmato un contratto biennale con stipendio di 1.5 milioni netti con bonus di 500 mila euro in caso di qualificazione. Oggi alle 13 la prima conferenza stampa ufficiale. Torna in panchina a distanza di un anno e qualche mese dall'esonero che la Fiorentina gli comunicò a un mese dal termine del campionato e lo fa in un ambiente depresso per un avvio di stagione durissimo e più ancora al di sotto delle attese. Nessuno immaginava che la squadra avrebbe lottato per lo scudetto e potuto ambire a un posto in Champions League considerata la forte concorrenza (Juventus, Inter, Napoli e Atalanta hanno un altro passo). Nessuno, però, ne preconizzava una in bilico sulla zona retrocessione.

Spalletti costoso e bloccato dal contratto con l'Inter

Perché il club ha scelto proprio l'ex viola? Luciano Spalletti era sì la prima scelta ma costosa (gli avrebbero dovuto corrispondere uno stipendio da 4/5 milioni netti a stagione) e bloccata dal contratto con l'Inter che non è stato semplice risolvere. Fino a che punto sia stata ‘solo' volontà da parte dei nerazzurri – sì da lasciare il ‘diavolo' senza coperchi – oppure un escamotage da parte del tecnico toscano per (riba)dire il no all'offerta resta nel campo delle supposizioni.

Rapporto qualità/prezzo, la scelta di Pioli è opinabile

La realtà è che, con una stagione compromessa già dopo 7 giornate (9 punti in classifica), rischiare investimenti onerosi adesso  – con la Uefa che tiene il fiato sul collo e l'occhio sui conti – non era dei piani della dirigenza. Però occorreva una svolta, marcare un segno di discontinuità rispetto al recente passato, rispetto a un'esperienza che avrebbe avuto bisogno di più tempo (e anche valori tecnici migliori in squadra) per germogliare. Milano, però, non è come Genova. A Milano il tempo è denaro. A Milano c'è il peso di un blasone che ex calciatori – ora bella stanza dei bottoni – come Boban (principale assertore dell'esonero di Giampaolo) fanno valere e pesare. A Milano, in una società che ha messo da parte la grandeur ma custodisce gelosamente, non è ammesso un trend di rendimento così negativo.

La media punti del neo allenatore ex di Viola e Inter

Non è solo questione di risultati, anche se 9 punti in 7 partite (media di 1.29, la peggiore degli ultimi 5 anni) sarebbero un fardello pesante per chiunque da portare, ma di gioco/impressione/approccio alle partite da parte della squadra che non ha mai convinto. Ecco che, al netto della vittoria di Genova, è arrivata la decisione di licenziare l'attuale allenatore. Ecco perché, al netto di ipotesi di rilancio future, la soluzione Pioli è stata reputata la migliore almeno fino al termine della stagione. I numeri raccontano che durante la sua esperienza all'Inter (anche allora arrivò a stagione in corso) collezionò 1.67 punti di media in 27 partite, stesso trend registrato contro la Lazio mentre con la Fiorentina (74 panchine) s'è fermato a 1.43. Il miglior risultato nella carriera di allenatore (2.19) risale alla stagione 2005/2006, allora Pioli era alla guida del Modena.

Come può giocare il Milan con Stefano Pioli

Numeri e null'altro. Oltre, al momento, non è lecito andare con la fantasia. Lo impongono i dati statistici e la necessità di risalire la china in classifica quanto prima. Farlo giocando bene è anche meglio. A proposito di gioco, come si schiererà il ‘nuovo' Milan? I moduli maggiormente utilizzati negli ultimi anni dall'ex tecnico dei toscani sono il 4-3-3 ed il 4-2-3-1.

  • Cosa cambia? Tra i pali appare scontata la conferma di Gianluigi Donnarumma. In difesa Calabria dovrebbe essere ancora favorito su Conti mentre sulla corsia mancina l'ex madrileno, Theo Hernandez, dovrebbe spuntarla su Rodriguez. Romagnoli e Musacchio resteranno i centrali in attesa del recupero definitivo di Caldara. A centrocampo Bennacer e Biglia si giocheranno il posto da titolare mentre Kessié – unico in rosa ad avere determinate caratteristiche – dovrebbe far parte della formazione iniziale. Paquetà assieme a Calhanoglu verranno rilanciati per dare maggiore qualità al gioco. In attacco, considerati Suso e Piatek come inamovibili, saranno Leao e Rebic ad andare al ballottaggio di volta in volta. Debutto previsto il 20 ottobre a San Siro contro il Lecce.
  • Come può giocare il Milan di Pioli (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Bennacer, Paquetà (Calhanoglu); Suso, Piatek, Rebic (Rafael Leao).

Lo staff in rossonero del neo allenatore

Rispetto alla precedente esperienza di Giampaolo resteranno Stefano Turci (preparatore dei portieri) e Daniele Bonera, in qualità di collaboratore tecnico. Quanto allo staff, Pioli ha portato con sé collaboratori storici: Giacomo Murelli sarà il suo vice, Roberto Peresutti il preparatore insieme a Matteo Osti, Davide Lucarelli avrà il ruolo die collaboratore tecnico e Gianmarco Pioli (figlio di Stefano) sarà match analyst assieme a Luciano Vulcano.