Totti non correva più. Pallotta avrebbe smontato e spacchettato la Roma. L'Inter? Come nella Capitale: ambiente depresso, a un passo dalla follia e con una società che non vuol investire. La Juve ha due squadre, impossibile stare al passo. E col cavolo che lo prendete il Napoli. Lo sfogo di Spalletti – vero, presunto, amplificato dal vino a cena o dalla rabbia che ti rode dentro – deflagra nella serata milanese, nei pressi di un ristorante. Ha rassegnato già, vuol rassegnare le dimissioni e a un passo da smontare baracca e burattini? Poco ci manca, se questo è l'animo tormentato. Il tecnico dei nerazzurri ha ingoiato l'ennesimo boccone amaro in campionato, la sua squadra non vince da 8 partite, perde contatto dalle posizioni di testa, si ritrova il fiato sul collo dei giallorossi e tira un sospiro di sollievo grazie al Grifone che ha bloccato la Lazio.

Cosa è successo? Perché il giocattolo s'è rotto? Perché Icardi non segna più? Possibile che Perisic sia la brutta copia dell'esterno ammirato finora? Cosa è rimasto di quella formazione che – priva delle Coppe – sembrava potesse inserirsi nel duopolio per lo scudetto tra azzurri e bianconero? Rimugina e si trattiene, poi si lascia andare davanti a quel gruppetto di amici/persone/tifosi romanisti, interisti/curiosi che – come riporta il Corriere della Sera – gli chiedono se ha nostalgia del Cupolone e perché se n'è andato, se è stato (solo) per colpa del pupone e soprattutto se questa Inter è davvero pazza come sembra (come ‘mancio', è crollata dopo Natale) oppure c'è dell'altro.

Lo sfogo con alcuni tifosi nei pressi di un ristorante

‘Grani & Baci', è lì – in quel confessionale a cielo aperto – tra una chiacchiera e l'altra che il tecnico dell'Inter confessa ogni cosa, parla di passato e di presente, quanto al futuro… nemmeno vi rivolge lo sguardo, nemmeno ci pensa.

Milano come Roma, ambiente a un passo dalla follia

In società non vogliono spendere e l'ambiente è a un passo dalla follia, tipo Roma… sempre sul filo dell'equilibrio – avrebbe ammesso Spalletti -. A volte, è un ambiente depresso.

Mezz'ora buona trascorsa sul marciapiede, buona parte della quale trascorsa a spiegare sempre la stessa cosa. Totti, un'ossessione che lo insegue anche da lontano. Una specie di nuvoletta di Fantozzi.

Totti non correva più e gli altri si deprimevano se giocava

Totti non correva più, e gli altri giocatori si deprimevano se lo facevo giocare – racconta al gruppetto di romani col quale s'intrattiene -. Pallotta mi aveva fatto chiaramente capire che avrebbe venduto i pezzi migliori. Ho portato la Roma al 2° posto, prima del Napoli. E mo' col cavolo che lo prendete, il Napoli.

Possibile che non ci fosse la possibilità nemmeno di vincere un trofeo? Magari alzare la Coppa Italia? Spalletti sbotta ed esonda: è un fiume che tracima e ha la pancia piena (non solo per il pasto consumato).

Juve fortissima, non si vince una fava

Certo che c'era l'occasione, andate a dirlo ai giocatori. Volete vincere? Non avete capito nulla, e non l'hanno capito neanche qui a Milano: con questa Juve, che c'ha due squadre, e non si vince una fava!.