Terremoto nel calcio spagnolo. Il presidente della Federcalcio iberica (Rfef), Ángel María Villar, è stato arrestato questa mattina intorno alle 8 a Madrid. Il tutto nell'ambito di un'operazione di anticorruzione condotta dalla Guardia Civile. In manette, come confermato dalla stampa spagnola e in particolare dai colleghi di El Pais, sarebbero finiti anche il figlio del numero uno del calcio spagnolo Gorka Villar e altri dirigenti del massimo organismo. Tra questi anche il vicepresidente Juan Padron responsabile del reparto economico. Una decina dunque gli arresti complessivi per un'operazione che rischia stravolgere il mondo del calcio spagnolo.

Villar arrestato, accusa di appropriazione indebita e falsificazione di documenti

Tra i reati contestati ci sarebbe quello di appropriazione indebita e di falsificazione di documenti in relazione all'organizzazione di partite internazionali. Accuse dunque pesantissime per i vertici, per i quali si parla anche di sleale amministrazione e occultamento di beni possibili. A tal proposito la Guardia Civil è alle prese con ulteriori perquisizioni negli uffici della Federazione calcistica iberica, alla ricerca di altri documenti che potrebbero complicare la posizione dei dirigenti finiti in manette.

Villar vicepresidente di Uefa e FIFA

Villar è alla guida della Rfef da ben 29 anni, e dal 2000 ricopre anche la carica di vicepresidente della FIFA e di vicepresidente dell'Uefa (dal 1992), di cui è stato anche presidente ad interim dall'ottobre 2015 al settembre 2016. Nel passato del dirigente classe 1950, anche una carriera da calciatore in cui ha militato nel Galdakao (1968-1969), nel Getxo (1969-1970) e nell'Athletic Bilbao (1970-1981). Con i baschi ha vinto una Coppa del Re nel 1973.

Mourinho e l'attacco al presidente della Federcalcio

Nel 2011 il nome di Villar fu tirato in ballo anche da José Mourinho. L'occasione fu l'ormai celebre conferenza stampa  dei tanti "por qué" dell'allora allenatore del Real, dopo un ko contro il Barcellona di Guardiola. Lo Special One si chiedeva il perché del potere dei catalani, del suo acerrimo rivale alla guida dei blaugrana e anche di Villar, eletto proprio alla guida del calcio spagnolo grazie all'intercessione della società catalana.