Spagna, arbitro gay dice basta: “Omofobia nel calcio, smetto”

Jesus Tomillero ha indossato la divisa di arbitro per l'ultima volta sabato scorso, quando ha capito che ignoranza, cattiveria e soprattutto un ambiente omofobo come quello del calcio avrebbero trasformato in un inferno la sua passione: ovvero, fare l'arbitro di calcio. Ventuno anni, andaluso, da dieci sui campi a dirigere match, vita e carriera sono cambiate da quando ha deciso di dichiarare la propria omosessualità in un'intervista al giornale on-line ‘El Español'. Da allora epiteti, minacce e paura hanno scandito ogni designazione. Quanto accaduto nell'ultimo week-end lo ha indotto al gesto estremo, come raccontato dal Mundo Deportivo.
Durante la partita tra Portuense e San Fernando Isleño, Tomillero ha concesso un rigore alla squadra ospite. "Brutto gay, ti stai facendo pubblicità, stai diventando famoso perché vai in tv a parlare. Guardatelo, è l'omosessuale che va in televisione". E' solo una parte dell'aggressione verbale subita da parte di uno spettatore. L'arbitro incassò il colpo, provò a ignorare la gazzarra scatenata e condusse a termine la gara. Una volta rientrato nello spogliatoio ha capito che non poteva più andare avanti così.
"La cosa che mi ha provocato dispiacere e è che tutto il pubblico rideva – si legge nel racconto pubblicato dai media iberici -. Non è la prima volta che subivo atteggiamenti di quel tipo però adesso ho deciso di mettere fine a questa cosa. Sono stanco di tutta questa omofobia che che c'è nel mondo del calcio. Non voglio più essere trattato così".
A fine marzo scorso gli era successo qualcosa di simile. In occasione di una partita del campionato giovanile è stato affrontato e pesantemente insultato da un componente dello staff tecnico della squadra ‘Peña Madridista Linense' (impegnata contro Mirador de Algeciras). La sua colpa? Aver fatto coming out, essere andato in tv a denunciare pregiudizi e, più ancora, per effetto della sua denuncia aver causato la squalificato di ben 9 giornate del dirigente che gli aveva rivolto ‘espressioni irriguardose'.
