"Siamo stati abbastanza fortunati vedendo le altre squadre, ma non dobbiamo sottovalutare il Porto che è una squadra impegnativa e molto molto difficile". Parola di Francesco Totti, recordman di presenze e di gol in Champions League per la Roma. I giallorossi giocheranno l'andata in casa il 12 febbraio, dopo la sfida contro il Bologna, il ritorno in Portogallo il 6 marzo subito dopo il derby. E dovranno interrompere una tradizione tutt'altro che positiva.

I precedenti: Roma due volte eliminata

Due, infatti, le doppie sfide europee tra Roma e Porto, finite sempre con il passaggio del turno dei portoghesi. Nel secondo turno di Coppa delle Coppe 1981-82, Walsh e Costa esaltano i portoghesi, che allora non perdevano da sette anni in casa in Europa, contro una Roma a cui non bastano le illuminazioni di Chierico e Falcao. Al ritorno, la rincorsa parte con la corsa ai botteghini ma i 70 mila dell'Olimpico assistono a uno 0-0 spezzettato, nervoso, amaro. Ancora più amaro sarà il finale del preliminare dell'estate 2016. Dopo l'1-1 dell'andata, la Roma di Spalletti naufraga in casa dopo le espulsioni di De Rossi e di Emerson Palmieri: il Porto passeggia e vince 3-0.

Come si è qualificata

Il Porto in Champions League è ormai una costante. Sono infatti 23 le partecipazioni dei Dragoni, un record condiviso con Real Madrid e Barcelona. La squadra di Conçeicao ha completato la terza qualificazione consecutiva agli ottavi, la quarta negli ultimi cinque anni. L'ultima volta costò carissimo lo 0-5 in casa contro il Liverpool.

Quest'anno, dopo l'1-1 contro lo Schalke all'esordio, sono arrivate cinque vittorie in fila: 1-0 sul Galatasaray, 3-1 alla Lokomotiv in Russia e 4-1 nel ritorno in casa, 3-1 sullo Schalke per centrare la qualificazione con una giornata d'anticipo, 3-2 all'ultima giornata in Turchia. Sempre a segno, a marcare i cinque successi, Marega, che ha segnato complessivamente cinque gol come Dzeko e contribuito alla serie di vittorie più lunga nella storia del Porto in Europa.

La Roma contro le portoghesi

Nei 14 incontri contro avversarie portoghesi in Europa, la Roma può vantare cinque vittorie e cinque pareggi, anche se ha passato il turno solo tre volte nelle sei doppie sfide a eliminazione diretta. La serie, iniziata proprio contro il Porto nel 1981, ha visto i giallorossi uscire dalla Coppa Uefa l'anno successivo contro il Benfica. E saranno proprio le Aquile il primo avversario lusitano eliminato dalla Roma in Europa, al primo turno della stessa competizione nel 1990 (segnano Carnevale all'Olimpico, Giannini al Da Luz). Nella storia c'è anche il 7-0 al Vitoria Setubal, al principio della Coppa Uefa 1999-2000, il più largo successo dei giallorossi in Europa, accompagnata dalla tripletta del russo Alenichev, mai così scintillante nella sua esperienza italiana. Anche se, ha detto in un'intervista all'agenzia Itasportpress, «con il leggendario Totti, mi sono trovato bene e continuiamo ad avere buoni rapporti. Ho vissuto in un ottimo paese, ho conosciuto le tradizioni locali e le persone che vivono lì. Ho conosciuto tanti amici in Italia con cui sono ancora legato. Il ricordo dell’Italia rimarrà per sempre nel mio cuore».

Il Porto contro le italiane

Il Porto ha passato il turno cinque volte nelle nove sfide a eliminazione diretta contro avversarie italiane. I Dragoni hanno ottenuto complessivamente 8 vittorie e 9 pareggi e subito 12 sconfitte contro squadre di Serie A. Due gli incroci negli ottavi di Champions League, finiti con due successi italiani: dell'Inter nel 2005 e della Juventus nel 2017. Nella storia anche la finale di Coppa delle Coppe del 1984, che la Juventus di Trapattoni conquista nella finale di Basilea. Sousa, con il tiro della vita, annulla l'iniziale prodezza di Vignola illuminato da Platini ma Boniek chiude il primo tempo e la partita con un gol tutto testardaggine e forza di volontà.

La stella: Marega

Sergio Conceicao ne ha vissuti cinque, da giocatore, di derby contro la Roma: ne ha vinto solo uno, nel 1999. Nella sua esperienza complessiva in Serie A, tra Lazio, Inter e Parma, ha battuto i giallorossi solo due volte su nove. Da allenatore, ha costruito una squadra che al momento guida la Primeira Liga e ha infilato sei vittorie nelle ultime sei giornate di campionato.

In Champions, ha derogato due volte dal suo 4-3-3, trasformato in un 4-1-4-1 a Gelsenkirchen all'esordio e in un più deciso 4-2-3-1 in casa contro la Lokomotiv Mosca. A conferma di una squadra multiforme, che spesso cambia impostazione e veste a partita in corso. Capace di 17 tiri contro il Galatasaray all'andata, record di conclusioni per i Dragoni nella fase a gironi, il Porto ha tentato 11,17 conclusioni di media a partita e completato 2194 passaggi in sei partite, la seconda quota più bassa fra le sedici qualificate agli ottavi.

Sette i tiri in porta di Marega, il più efficiente dei portoghesi, che ha segnato già 11 gol quest'anno e 35 in totale con la maglia dei Dragoni. Sbocciato all'Evry, passato poi al Le Poiré-sur-Vie, all’Amiens, all’Esperance e al Maritimo, è arrivato al Porto nel 2016 ed è poi maturato in prestito al Vitoria Guimarães. Conceiçao ne ha fatto il centro del suo progetto offensivo, sostenuto in mezzo dal capitano Hector Herrera e dietro da Iker Casillas e dalla coppia di centrali Eder Militão-Felipe, che è anche il primo regista della squadra con 288 passaggi completati nel girone.