Andrè Silva ritornerà in Italia, forse controvoglia di certo per un riscatto che vorrebbe giocarsi in rossonero. Il bomber portoghese non verrà riscattato dal Siviglia e il Milan, proprietario del cartellino, se lo ritroverà nell'organico a fine stagione. Il club andaluso lo ingaggiò in prestito dal Milan per 4 milioni con diritto di riscatto fissato a 39. Dopo pochi mesi l'idillio sembrava perfetto, poi la crisi, le prime divergenze, fino ad arrivare allo scontro con Joaquin Caparros, il tecnico.

Andrè Silva si è confessato in una lunga intervista su "A Bola" in cui ha evidenziato tutti i problemi in Liga ma consapevole di aver fatto la scelta giusta. Poi, la sfortuna, gli infortuni, le illazioni, gli scarsi risultati hanno fatto il resto. Ma il futuro sarà lontano dalla Spagna, di rientro al Milan, anche senza alcuna garanzia sul proprio destino calcistico.

I sospetti sui guai fisici

Il problema di fondo è che sull'attaccante lusitano sono pesati i sospetti di malanni fisici accentuati rispetto alla realtà. Un rapporto di fiducia incrinatosi nel tempo e che ha condizionato le prestazioni del giocatore fino ad una reciproca sopportazione e pochissimo utilizzo in campo: "Certe insinuazioni che mi accusano di mancare di professionalità mi rendono triste, anche perchè vengono messi in discussione valori a cui tengo molto: mi sarei dovuto fermare a dicembre, ma la squadra aveva bisogno di me e io volevo giocare. Avevo una lesione che mi permetteva di giocare, ma con dolori e limitazioni, per guarire del tutto mi sarei dovuto fermare".

Chi lavora nel Siviglia sa che sono un professionista e tutti questi discorsi non mi preoccupano, ma non tollero che mi venga puntato il dito contro e che si dica che non ho voglia di lavorare.

La chance con la Nazionale portoghese

Per Andrè Silva le polemiche sono aumentate nel finale di stagione e soprattutto davanti all'imminente chiamata in Nazionale per la fase finale della Nations League: "Ovviamente non fingo di essere infortunato, non simulo problemi fisici. Io ho la coscienza a posto. Chi mi conosce dovrebbe sapere che voglio sempre dare il mio contributo. Se dovessi recuperare e i medici dovessero dire che sono pronto, perchè non dovrei andare in Nazionale?"