"Ho la leucemia ma la malattia non mi fermerà e continuerò ad allenare". Il tecnico del Siviglia, Joaquin Caparros, si confessa dopo la vittoria degli andalusi nella sfida di campionato col Valladolid. L'allenatore ha rotto il muro del silenzio e quando in conferenza stampa i media hanno appreso la notizia sono rimasti a bocca aperta, meravigliati e al tempo stesso profondamente dispiaciuti, toccati dall'orgoglio dell'uomo che non ha alcuna intenzione di arrendersi alla patologia che ne ha aggredito il sangue.

Lui non molla. Così prima che le voci e il chiacchiericcio sulle sue condizioni di salute divenissero insistenti, è stato lui stesso a fare chiarezza. Caparros parla con tono fermo ma sfumato da una leggera ironia per spezzare la tensione di chi riceve un news scioccante

Ho una leucemia cronica, ma continuo a fare il mio lavoro ed allenare – ha ammesso Caparros, che parla accanto al diesse Monchi -. La malattia non mi impedisce di praticare la mia professione e faccio la mia vita normale ogni giorno. Non ho bisogno di cure. Voglio godermi la mia professione, apprezzo l'opportunità del club e la vicinanza mostratami, ringrazio i calciatori e quanti mi incoraggiano.

Joaquin Caparros ha 63 anni. La sua carriera di allenatore è iniziata molto presto: a 26 anni, appese le scarpette al chiodo dopo un'esperienza senza infamia e senza lode sul rettangolo verde, s'è accomodato in panchina reggendo le sorti di Siviglia, Deportivo, Athletic Bilbao, Maiorca e Levante. L'anno scorso aveva fatto ritorno nel club andaluso ma nei panni del direttore sportivo, un ruolo dirigenziale interrotto quando, esonerato Machin, la società gli ha chiesto di riprendere il ruolo di allenatore. Lo ha fatto con buon profitto: in 4 partite ha conquistato 9 punti su 12.

Questa è stata l'ultima volta che ho parlato dell'argomento – ha aggiunto Caparrs -. Non lo farò più perché voglio che tutti possano lavorare con serenità. Alle persone che mi vogliono bene dico che lotterò contro la malattia con tutte le mie forze.