Si chiude l'era di Mircea Lucescu sulla panchina dello Shakhtar Donestk: dopo dodici anni ricchi di successi, il tecnico romeno lascia la panchina arancio-nera, come comunicato dallo stesso club ucraino. "Grazie Mister!" è la frase che più di tutte ben definisce il rapporto tra l'ex-allenatore di Inter, Brescia e Reggiana, arrivato in Ucraina nel 2004 e rimasto saldamente alla guida del club.

Dodici anni e ventidue trofei vinti: otto titoli ucraini, sei coppe d'Ucraina, sette supercoppe nazionali ed una Europa League. Niente male davvero. "Lucescu è il recordman del club come numero di presenze in panchina", si legge in una nota del club ucraino, "ha scritto il proprio nome in lettere d'oro nella storia del club. Lo Shakhtar gli augura ogni successo nella sua carriera. Milioni di tifosi esprimono parole di gratitudine nei suoi confronti".

Una carriera in sordina per lui, iniziata nel lontano 1979 sulla panchina del Corvinul Hunedoara. Poi però i primi successi: la panchina della Romania, quindi quella della Dinamo Bucarest. Tanti trofei vinti in patria, poi nel 1990 arriva in Italia, alla guida del Pisa. Un quinquennio al Brescia, dove vince anche la Coppa Anglo-Italiana ed una Serie B, quindi la Reggiana. Un anno al Rapid Bucarest e l'arrivo all'Inter, prima di tornare ancora al Rapid. Nel 2000 va al Galatasaray, dove resta un biennio prima di sedersi sulla panchina del Besiktas. Due anni dopo, arriva allo Shakhtar ed inizia la leggenda. Complessivamente, 33 trofei vinti tra Turchia, Romania, Italia ed Ucraina, che si aggiungono agli otto da calciatore. Niente male davvero: ora per lui, probabile una nuova sfida. Magari di nuovo alla guida della Romania, dopo l'Europeo di Francia 2016.