La stagione 2017/18 è cominciata e tanti tifosi, specie quelli appartenenti al novero delle neopromosse, stanno vedendo le loro formazioni misurarsi nella massima serie al cospetto di squadroni come Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio o Napoli. Sono diversi gli stadi che vedranno il battesimo del fuoco con la massima serie e tra questi ci sono quelli delle neopromosse, Spal e Benevento, e del Cagliari. Ecco un piccolo viaggio negli stadi più piccoli del campionato in corso.

Spal, il “Mazza” è pronto.

Per molti, simbolo della bellezza e della magia del calcio, per altri, emblema della decadenza strutturale, prima ancora che tecnica, del nostro movimento. Parliamo degli stadi nostrani che, pur non in condizioni ottimali, serbano ancora storie di grande interesse con il “Mazza” di Ferrara o il “Vigorito” di Benevento meravigliosi ancorché obsoleti testimoni delle imprese sportive delle “piccole” Spal e Benevento.

  • Spal 12.348 spettatori
  • Benevento 12.847
  • Cagliari 16.233
  • Crotone 16.500
  • Sassuolo 23.717

Proprio il catino emiliano, dove peraltro lo scorso anno in B gli uomini di Semplici hanno perso solo 2 volte, sarà l’impianto più piccolo, ma anche il più caro, della Serie A con 12.348 spettatori. Una platea per pochi, malgrado le 132mila anime di Ferrara, ma che è stata di recente ristrutturata con l’allargamento dei posti a disposizione (solo 8.500 365 giorni fa), la riqualificazione della gradinata nord, la costruzione di un nuovo settore destinato ai supporters ospiti e l’ampliamento del rettangolo verde passato dai 65 metri di larghezza agli attuali 68. Insomma, a distanza di 49 anni il “Mazza”, dedicato all’ultimo presidente che aveva portato così in alto i colori bianco-azzurri 813 anni consecutivi nella massima serie), sembra pronto alle sfide del futuro.

Benevento, i posti autorizzati sono ancora 12.847.

Al secondo posto in questa speciale graduatoria degli impianti italiani meno capienti della pista, abbiamo la struttura dell’altra neopromossa, vale a dire: il “Vigorito” di Benevento. Al netto delle lungaggini burocratiche che, nel momento in cui vi scriviamo, rallentano opere di riqualificazione che comunque saranno fatte nel corso dell’estate, l’ex Santa Colomba dispone ancora di una autorizzazione per circa 12.847 spettatori. Una capienza ampliata più volte nel corso dei Playoff degli "Stregoni" ma che comunque non mette a repentaglio il sogno di ospitare la Serie A nel proprio “tempio” con, al di là della portata dei lavori, la legge 210 del 2005 che consente l’utilizzo di stadi di 10mila spettatori. Il tutto, a condizione che si tratti di strutture costruite nel territorio di comuni aventi una popolazione inferiore a 100mila abitanti e che la competizione riguardi una squadra promossa per la prima volta negli ultimi 20 anni. Una norma importante ma che non frenerà la voglia del presidente e del comune sannita di regalare adeguamenti strutturali importanti in vista dell’appuntamento con la storia della città e della sua caldissima tifoseria.

Cagliari, la nuova casa è la Sardegna Arena.

Sul terzo gradino del podio, invece, troviamo la Sardegna Arena e non il Sant’Elia. E sì perché dopo i problemi storici di agibilità di quest’ultimo, le difficoltà dell’Is Arenas di Quartu Sant’Elena con le “trasferte forzate” dei rossoblù a Trieste ed il ritorno a casa degli ultimi anni, la società e le istituzioni sarde hanno deliberato la costruzione di uno stadio nuovo da edificare sulle ceneri del vetusto Sant’Elia. Così, nel frattempo, il Cagliari di Rastelli si trasferirà nell’impianto provvisorio della Sardegna Arena in rapida realizzazione nella zona adiacente al Sant’Elia. Uno stadio, dato il carattere temporaneo della struttura, hi-tech realizzato con materiali prefabbricati rivestiti in legno e plastica, con maxischermo centrale, tribune ad appena 7 metri dal campo in erba, 3 sale eventi e 16.233 posti a sedere. Un gioiellino provvisorio che ospiterà le gare casalinghe degli isolani fino al nuovo impianto previsto nel 2019.

Quarto lo Scida a 16.500 spettatori.

Quarto, invece, lo “Scida” di Crotone. Il catino calabrese, infatti, peraltro fortino quasi inespugnabile nella seconda parte della scorsa stagione con solo 4 sconfitte nel girone di ritorno, si piazza alle spalle del Cagliari con una capienza di 16.500 spettatori totali. Un numero discreto, specie se si prendono in esame i 63mila abitanti della cittadina, ampliato lo scorso anno quando, all’esordio nella massima serie, l’amministrazione pitagorica aveva adeguato l’impianto con lavori importanti che costrinsero all’esilio abruzzese di Pescara la compagine rossoblù fino al 23 ottobre contro il Napoli.

Quinto, il gioiellino del Mapei Stadium.

A chiudere la top 5 degli stadi con meno spettatori in Serie A c’è il Mapei Stadium-Città del Tricolore di Reggio Emilia che ospita le gare casalinghe di Reggiana e Sassuolo. Costruito e poi inaugurato nel 1995 con una spesa di 11 milioni di euro con somme versate interamente da privati (primo esempio di impianto di proprietà di un club e primo caso di naming-rights in Italia con abbonamenti pluriennali da parte dei tifosi) l’impianto emiliano ha subito quattro ristrutturazioni (2004, 2010, 2014, 2015) fino a diventare lo stadio di proprietà del patron Squinzi che, con 3.75 milioni di euro, lo rilevò nel 2013 nell’asta fallimentare aperta dopo che la Mirabello 2000 fu dichiarata insolvente. Dopo la qualificazione del 2015/16 in Europa League ed il riammodernamento dell’anno prima, il Sassuolo ha provveduto ad apportare ulteriori modifiche che hanno portato la capienza agli attuali 23.717 posti divenendo il quinto catino seppur all’avanguardia, più piccolo del Paese.