Esclusione del Pro Piacenza dal campionato di competenza, punizione sportiva della perdita della gara con il Cuneo con il punteggio di 0-3.

E' questa la decisione presa dal Giudice Sportivo della Lega Pro, Pasquale Marino, su quanto accaduto domenica pomeriggio a Cuneo, in occasione della partita vinta dai piemontesi con il risultato clamoroso di 20-0. Il Pro Piacenza s'era presentato in campo con 8 calciatori, 7 ragazzi under 18 e un massaggiatore a completare il numero minimo da presentare in distinta.

Inaccettabile comportamento – si legge nella nota pubblicata dal Giudice Sportivo – della società Pro Piacenza la quale, mortificando l’essenza stessa della competizione sportiva, ha costretto sia i soggetti inseriti nella propria distinta sia i calciatori della squadra avversaria, a disputare una gara farsesca dal punto di vista tecnico (nonché pericolosa per l’incolumità fisica di soggetti non adeguatamente preparati dal punto di vista agonistico) abusando dei diritti formali certamente concessi dal regolamento, ma basati su principi di lealtà e correttezza che nella fattispecie sono stati sovvertiti, stravolti e letteralmente calpestati.

Si chiude così la vicenda che nelle ultime ore aveva sollevato lo sdegno del mondo del calcio. Restano, però, sul tavolo alcune perplessità: com'è stato possibile che una squadra priva di garanzie economiche per le fideiussioni sia stata iscritta al campionato di Serie C? E' la realtà di questi giorni che cala il sipario sull'esperienza iniziata con proclami trionfali con l'arrivo del gruppo Seleco al timone del club e una campagna acquisti importante, onerosa rispetto alla effettive possibilità a bilancio.

Mezzo stipendio nel mese di agosto, giocatori sfrattati dalle proprie abitazioni, famiglie con figli in difficoltà, allenatori e dirigenti idem, settore giovanile ai minimi termini e tanto tanto altro sono le verità che qualcuno non sa – si legge nel post di Dario Polverini, ex del Pro Piacenza -. Quel 20-0 è stato un duro colpo per tutti quelli che in quasi 100 anni di storia quella maglia l'hanno onorata dalle categorie più basse fino alla Lega pro. Con 7 ragazzini in campo più un massaggiatore quella maglia è stato terribilmente offesa. Pensavano di risolvere quei problemi che loro non hanno vissuto un solo minuto. Quei genitori che magari pensavano fosse la svolta per la carriera dei loro ragazzi e oggi si trovano a dover spiegare al mondo la loro cara ingenuità.