E' notte fonda per il Palermo, caduto in un tunnel dal quale non si vede alcuna uscita. Dopo un campionato vissuto da protagonisti, in campo, la società rosanero ha dovuto fare i conti (amarissimi) con la giustizia sportiva che lo ha penalizzato per illeciti in bilancio. E adesso, la discesa non appare finita, anzi: il Palermo rischia il fallimento e di ripartire dalla serie D.

Il neo presidente del club siciliano, Tuttolomondo, sta  provando a difendersi dalle accuse e tenere uno spiraglio aperto per un’iscrizione alla Serie B che oramai appare sempre più improbabile. Il problema ulteriore al quale la società deve fare fronte sarebbe l’ipotesi di una truffa da parte di alcuni intermediari chiamati in causa per ottenere i documenti nei confronti del Palermo necessari da presentare in Federcalcio e in Lega per potersi iscrivere.

La fideiussione (mai arrivata) per l'iscrizione in Serie B

Si tratta della Lev Ins, una società bulgara che avrebbe dovuto emettere la polizza fideiussoria, ma ha fatto sapere di non aver mai ricevuto l’incarico da parte del club rosanero. Adesso, la stessa società sarebbe pronta a sporgere una denuncia da presentare già oggi presso la procura di Roma. Per questo motivo, il patron Tuttolomondo si è recato nella capitale per provare a fare chiarezza e ottenere un’altra fideiussione.

Perché il Palermo rischia di partire dalla Serie D

I tempi sono strettissimi e il pericolo di una mancata iscrizione reale: la eventuale nuova fideiussione che può sostituire quella mai arrivata e che doveva essere presentata entro lunedì. Le porte della Serie B però si potrebbero definitivamente chiudere mancando le prerogative richieste dalla Lega per le regolari iscrizioni al campionato da parte dei club. Una ipotesi concreta che obbligherebbe a quel punto il Palermo a dover ripartire dal gradino più basso, la Serie D.