Serie B, arrestato il presidente della Ternana

Mentre nelle serie minori si parla di violenze gratuite a direttori di gara e il calcio che conta (o che dovrebbe contare) è alle prese con la piaga del calcio scommesse, non manca nemmeno il malaffare di tutti i giorni a coinvolgere il mondo del pallone in modo diretto. E' accaduto al presidente della Ternana Calcio arrestato ai domiciliari per una serie di frodi riguardanti i rifiuti. Ennesimo esempio di un calcio sempre più senza controlli e che richiede una profonda riforma ma per il quale si può fare ben poco se l'esempio da seguire è quello dei suoi padri fondatori oggi come non mai invischiati in uno scandalo senza precedenti.
Il provvedimento è scattato all'alba di mercoledì 3 giugno per il numero uno del club, Francesco Zadotti, ed altre otto persone tra le quali ci sarebbe anche un ternano. Le indagini erano state portate avanti dai carabinieri in silenzio, fino al blitz nelle province di Roma, Latina, Viterbo e Terni. Le accuse nei confronti degli arrestati, in concorso tra loro, sono quelle di di truffa, abuso d'ufficio, frode in pubblica fornitura, falso materiale e falso ideologico. Ai domiciliari è finito anche il ternano Maurizio Tonnetti, in qualità di consigliere della società Viterbo Ecologica coinvolta nell'inchiesta.
Il calcio questa volta dovrebbe essere stato coinvolto solamente di striscio, senza che vi siano connivenze e concussioni. Certo è per i tifosi della Ternana saranno giorni duri visto che le vicissitudini del presidente del club potrebbe ricadere sul futuro della società. Ancora da approfondire quelle che sarebbero le responsabilità di Zadotti, legato anche al mondo della gestione e smaltimento dei rifiuti in quanto strettamente legato alla discarica di Malagrotta ed al suo patron Manlio Cerroni. In corso di esecuzione anche nove perquisizioni negli uffici amministrativi di Enti pubblici a carico di funzionari addetti al settore rifiuti nonchè presso le sedi legali ed operative delle società oggetto di indagine.