La 29esima giornata di Serie A riduce ulteriormente il gap che separa la Juventus dall’ottavo scudetto di fila. E’ infatti bastato un guizzo di Kean per permettere ai bianconeri di superare 1-0 l’Empoli e avviarsi verso il trionfo negato solo dalla matematica. Bene anche il Napoli che di prepotenza domina la Capitale e batte la Roma 4-1 relegando i giallorossi di Ranieri all’ennesima settimana di fuoco per un’Europa che sembra ormai scomparire il prossimo anno. Gli azzurri consolidano la propria posizione con una prova da urlo.

Brilla anche l’Atalanta che ammutolisce il Tardini di Parma vincendo 3-1 fuori casa per candidarsi a un posto in Champions per il prossimo anno. Malissimo il Milan che perde la sua seconda gara di fila contro una Sampdoria letale. Non si scompongono Fiorentina e Torino, rimandate per un pareggio che al Franchi non ha fatto felice nessuno. Vediamo dunque nel dettaglio il pagellone di questo 29esimo turno di Serie A.

Promossi

Juventus già pronta a brindare per l’ottavo scudetto di fila

Se non fosse per la matematica e per un Napoli che sta facendo di tutto per rinviare la festa dei bianconeri, l’ottavo scudetto di fila sarebbe già cucito sulle maglie bianconere della Juventus. Ma invece bisogna ancora aspettare perchè la Vecchia Signora sta tenendo in fresco lo champagne in attesa di festeggiare, magari, anche il trofeo più ambito.

Nel frattempo si gode l’ennesimo grande capolavoro della società capace di far esplodere un talento purissimo come Kean che è stato decisivo nell’1-0 rifilato all’Empoli che oltre a consolidare il vantaggio di +15 sul Napoli, consente ad Agnelli di avere a disposizione un ragazzo che potrebbe anche inserire in estate in trattative importanti e rinnovargli un contratto che in caso di vendita gli farebbe generare una plusvalenza pazzesca. Tornando alla squadra? Meglio vedere un’altra partita dato che la Juventus si è presentata in campo solo dopo 60 minuti. Ma se il risultato è quello che conta…

Napoli dà lezioni di poker alla Roma

Promosso il Napoli e questo è scontato quando vai a giocare all’Olimpico di Roma e vince 4-1. Ma nel pomeriggio soleggiato della Capitale c’è sicuramente anche da sottolineare la bocciatura evidenziata in rosso dei giallorossi, mai in partita e ora lontani dalla zona Europa. Detto questo non si può dare sempre per scontato il risultato del Napoli che se solo avesse saputo gestire al meglio le forze durante la stagione oggi sarebbe lì a giocarsela con la Juve.

I numeri di Roma–Napoli (LegaSerieA)
in foto: I numeri di Roma–Napoli (LegaSerieA)

Ad Ancelotti il merito di aver fatto rinascere Milik, ancora in gol contro i ragazzi di Ranieri, e aver rigenerato Mertens. L’ex tecnico di Milan, Bayern, Chelsea, Real e Psg, è stato anche capace di rimettere in discussione giocatori come Younes, in rete anche lui nel pomeriggio dell’Olimpico, che con Sarri non erano mai scesi in campo. Bravo anche nella scelta del turnover il tecnico azzurro che ora dovrà solo concentrarsi sull’obiettivo comune dell’Europa League.

Il sogno Champions dell’Atalanta è realtà!

Chiamatelo pure sogno o semplicemente follia, ma il cammino dell’Atalanta in campionato è forse merito di quel genio di Gasperini. Una squadra che sembrava ormai sciolta dopo la cocente eliminazione dall’Europa League in quella maledetta notte di Copenaghen e che invece, gara dopo gara, nonostante qualche caduta di troppo, è riuscita a rialzarsi e, complice anche l’andamento lento di Roma, Lazio, Milan e Inter, ha saputo recuperare lo svantaggio iniziale che ora la vede a un passo dalla Champions League.

Le statistiche finali di Gomez e Zapata nel match del Tardini (SofaScore)
in foto: Le statistiche finali di Gomez e Zapata nel match del Tardini (SofaScore)

A 48 punti, a soli 3 punti da quei 51 del Milan, ci sono proprio Gomez e compagni che a Parma, trascinati dall’ennesima doppietta di Zapata, hanno saputo dominare i ragazzi di D’Aversa passati anche inizialmente in vantaggio con Gervinho. Che dire, provare per credere, ma i sogni a volte diventano realtà.

Scatto salvezza per Bologna e Spal

La rete di Babacar, poi annullata, aveva gelato il Dall’Ara, già in fibrillazione dopo la vittoria della Spal sul campo del Frosinone che ha costretto ancora una volta il Bologna a una gara da dentro fuori. E chi meglio di Mihajlovic per compiere queste imprese! Già, proprio l’ex tecnico del Toro, che da queste situazione sa sempre ricavare il massimo, si è visto davvero precipitare nel giro di pochi minuti.

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Prima il rigore al 60’ di Pulgar che fino al 90’ ha tenuto i rossoblù in paradiso, poi il pareggio di Boga al 90’ che ha gelato lo stadio prima del tripudio generale per quella rete al 96’ di Destro che ha consegnato agli emiliani tre punti fondamentali in chiave salvezza. Promossi insieme alla stessa Spal che sta provando in tutti i modi a restare di nuovo in Serie A e che si è aggrappata a Vicari, in gol a Frosinone, per macinare punti in queste 9 finale che ci separano dalla fine.

Bocciati

Milan secondo ko consecutivo, ora si fa dura

Lo schiaffo nel derby, soprattutto dopo una partita giocata ad alta intensità fino alla fine, poteva anche starci, ma poi ancora una sconfitta, in un momento cruciale della stagione, questo può complicare i piani. Dal paradiso alla realtà. Gattuso s’è visto andare dal terzo al quarto posto con l’Atalanta e la Lazio in lizza per quel posto in Champions. La sconfitta del Milan contro la Sampdoria però, porta la firma di Donnarumma che è stato decisivo nell’errore che ha portato Defrel a realizzare il gol decisivo che ha permesso ai blucerchiati di portare a casa il risultato.

La più classica delle papere al termine di una partita in cui Gigio è stato comunque decisivo in positivo in almeno due determinanti interventi. Ci sarà ancora da fare tanto e recuperare anche i gol di Piatek per sperare di chiudere la stagione al meglio e regalare al tifo rossonero quel ritorno in Champions tanto sperato.

Inter, il post derby è un disastro, la Lazio fa il colpo grosso

La vittoria contro il Milan prima della pausa Nazionali aveva dato morale a un'Inter reduce dal caos generato dal caso Icardi, ma forse proprio il reintegro in rosa dell'argentino è come se avesse riportato la confusione nella squadra nerazzurra. A San Siro contro la Lazio sono infatti i biancocelesti ad uscire felici dopo aver trionfato 1-0 facendo un gran favore a Milan e Roma. Ma per la squadra di Simone Inzaghi, con ancora una gara da superare, questa vittoria vale davvero il doppio. E' infatti bastato un  gol nel primo tempo di Milinkovic-Savic per mettere ko i ragazzi di Spalletti.

Le due squadre schierate in campo (Sofascore)
in foto: Le due squadre schierate in campo (Sofascore)

Poca pericolosità in attacco e la scarsa attitudine dei centrocampisti nel riuscirsi a inserire, sono i fattori che hanno negato ai nerazzurri di arrivare in zona gol. Keita e Politano, uomini a cui erano stati dati i compiti più importanti per andare in gol, non sono mai stati pericolosi finendo spesso, soprattutto l'ex laziale, sul muro eretto da Acerbi e Bastos, davvero insuperabili al pari di Luiz Felipe. Ci sarà da fare molto meglio adesso perchè questo ko pesa tanto.

Rimandati

Fiorentina e Torino si annullano

Se non fosse stato per le due perle di Simeone e Baselli forse avremmo parlato di una delle gare più insignificanti del campionato. Già, perchè si può dire che Fiorentina-Torino sia durata soltanto 45’. Il tempo necessario per fissare il punteggio sull’1-1 e chiudere la gara. Un pareggio che non fa bene a nessuno, soprattutto alla viola che ora dovrà solo sperare in un accesso in finale di Coppa Italia per puntare a un posto in Europa League che ora è davvero distante.

Dall’altra parte il Torino aveva da riscattare il ko contro il Bologna di 15 giorni fa davanti ai suoi tifosi, ma con un Belotti ancora in crisi di gol e Zaza lontano parente di quello ammirato dal Sassuolo alla Juventus fino al Valencia, ora si fa davvero dura provare a fare l’ennesimo allungo sperando che Atalanta, Lazio e Inter facciano ancora passi falsi. Bene l’equilibrio trovato a centrocampo con Lukic dai granata ma là davanti bisogna essere davvero più cattivi per ambire a qualcosa di più che un campionato anonimo.