Classifica Serie A, 35a giornata: pazza Juve, vince a Roma e infiamma la volata per la Champions

Mentre l'Inter e il Napoli allungano in una volata a due per la piazza d'onore dietro al Milan, alle loro spalle scoppia il caos più totale. In un batter di ciglia si è riaperta la sfida per la zona Champions League che riunisce in una manciata di punti ben quattro squadre: Lazio, Udinese, Roma e Juventus. L'ultima arrivata, la formazione di Delneri, di diritto ritorna prepotentemente in gioco grazie alla vittoria sulla Lazio con il gol di Pepe.
Nel monday-night dell'Olimpico, gli uomini di Reja hanno dovuto inchinarsi ai bianconeri fortunati e corsari. Non senza polemiche. Sia l'allenatore dei laziali che il loro presidente Lotito sono stati dei fiumi in piena di polemiche per rigori non dati (su Floccari, il penalty c'era) e su espulsioni ingenerose (Ledesma). Insomma, la solita solfa dei giochi di potere che vorrebbero eliminare il solito terzo incomodo, chiamato per questa stagione "Lazio".
Polemiche a parte, però, proprio il successo dei bianconeri ha ridato linfa ad un campionato che smebrava vivere solamente del trionfo del Milan e della bagarre in zona salvezza dove, Bari e Brescia a parte, coinvolge un numero spropositato di squadre. E invece, a tre giornate dalla fine ecco che il quarto posto in classifica di serie A non ha ancora un padrone ma tanti comprimari che vogliono salvare una stagione altrimenti mediocre o fallimentare.
UNA CLASSIFICA DA DECIFRARE – Il campionato ha dato solamente due verdetti: scudetto e retrocessione, ovvero la vittoria del Milan e il passaggio matematico in serie B del Bari. Per il resto non c'è ancora nulla di deciso. In fondo la salvezza è un rebus e, in alto, la volata per la Champions non ha padroni con il rientro prepotente anche della Juventus che solo due settimane fa sembrava una comprimaria in cerca di un posticino in Europa League.


LA LAZIO ROVINA TUTTO – E' stata una stagione positivissima quella delle Aquile di Reja. Capaci di partire bene, di involversi a metà percorso e di ripartire cercando di capitalizzare quanto di buono fatto nella prima parte di stagione. Edi Reja si è dimostrato un condottiero degno di una società ambiziosa, Claudio Lotito forse no, ma il presidente puo' essere considerato un male congenito della Lazio: croce e delizia, capace di investire e innamorarsi di giocatori e progetti nella stessa velocità in cui nasconde la carota sferzando il bastone a destra e a manca, contro tutto e tutti: dai propri giocatori ai vertici federali. I capitolini hanno saputo trovare nel ‘profeta' Hernanes il giocatore in più, hanno saputo gestire il ‘crollo' di Rocchi, l'inserimento di Floccari e l'incostanza di Zarate, individuando in Mauri un vero capitano capace di trascinare la squadra nei momenti più delicati. Eppure, malgrado un primo vantaggio importante, in due gare la Lazio sta rovinando tutto: le sconfitte contro Inter e Juventus l'hanno fatta ripiombare pesantemente nel vortice della lotta per la Zona Champions. Ha un punto da gestire su Udinese e Roma, quattro sulla Juventus. poca cosa ma potrebbe anche bastare se si ferma la caduta libera già dalla prossima domenica.

TOTTI TRASCINA LA ROMA – Vincenzo Montella, al pari di Reja si è già dimostrato un allenatore capace di effettuare scelte importanti e portarle avanti malgrado tutto e tutti. Di fronte ad un cambiamento epocale della società con il passaggio dai Senso a DiBenedetto, l'ex aeroplanino ha mantenuto la velocità di crociera in una squadra oramai notoriamente frenata da problemi comportamentali e di nervi. Proprio il successore di Claudio Ranieri ha infatti individuato nuovi elementi su cui fondare il rush finale giallorosso. Da Doni in porta a Pizarro a centrocampo fino al capitano Francesco Totti divenuto di nuovo il punto di riferimento dell'intera manovra romanista. Altamente ripagato dalle ultime giornate e prestazioni del ‘Pupone'. A Bari, la vittoria giallorossa porta la sua firma indelebile: 206 gol in serie A, record personale e Roma di nuovo proiettata nell'Olimpo della serie A.

UDINESE, LA FAVOLA SENZA LIETO FINE – Se Roma e Lazio sono Reja e Montella, ecco che l'Udinese non può che essere Francesco Guidolin. Un tecnico partito malissimo con quattro sconfitte nelle prime 5 giornate di campionato, ma capace – anche grazie alla perseveranza del presidente Pozzo – di recuperare durante i mesi successivi tanto da portare l'Udinese nei primi tre mesi del 2011 la prima squadra in Italia per punti fatti. Un progetto in Friuli che si è concretizzato con l'esplosione definitiva di Alexis Sanchez, il ninho maravilla che oggi vale 30 milioni di euro, con la conferma di un bomber di razza e capocannoniere doc, Antonio Di Natale e poi tante scommesse vinte: da Inler a Zapata ad Armero, in un mix di qualità e concretezza capaci di vincere a Palermo con sette gol ma anche di compiere harakiri mortali come l'ultimo a Firenze. Delle quattro pretendenti proprio l'Udinese sembra la squadra maggiormente in difficoltà, pagando un entusiasmo che si sta spegnendo lasciando spazio alla soddisfazione per un campionato più egregio.
JUVENTUS, LA SPERANZA DELL'IMPOSSIBILE – Quella della Juventus, al contrario delle squadre precedenti è stata una stagione in cui è accaduto tutto e il contrario di tutto. Una rivoluzione estiva che ha rinnovato otto undicesimi della squadra titolare, un nuovo allenatore, una nuova dirigenza. Insomma, una rifondazione che richiedeva risultati immediati ma anche la voglia di ricostruire qualcosa di importante a lungo termine. A gennaio sembrava tutto naufragare nella mediocrità di una classifica non all'altezza delle aspettative, con un'Europa League che salutava la Juventus e una Champions che si allontava domenica dopo domenica. Eppure, anche grazie alla geniale intuizione dei rinforzi invernali e il reinserimento in prima squadra dei titolari recuperati dagli infortuni, ecco che la Vecchia Signora è ancora viva. In tre giornate, recuperare quattro punti per la Zona Champions sarebbe un piccolo miracolo, uno ‘scudetto' personale il cui profumo da lunedi sera è molto più forte e suadente.