La vittoria dell'Inter a Marassi contro il Genoa era sotto i riflettori per il ritorno in campo di Mauro Icardi. L'argentino aveva giocato l'ultima partita a febbraio, segnato l'ultima rete quattro mesi fa: nella sfida coi liguri s'è lasciato (quasi) tutto alle spalle, tornando al gol (su rigore, proprio come a Udine prima del lungo digiuno) e imprecando contro la malasorte per quel palo che gli ha strozzato l'urlo di gioia.

Il capo ultrà ai tifosi: al gol di Icardi non si esulta

Icardi è tornato, i compagni di squadra lo hanno abbracciato, lui ha servito palla a Perisic mettendolo in condizione di segnare. Quando è uscito dal campo non sono mancati i fischi dei tifosi più intransigenti ma anche questo fa parte di un copione recitato a braccio. Inevitabile che gli animi si esasperassero dopo il lungo tira e molla di questi mesi. Colpisce, invece, un altro dettaglio raccolto dalle telecamere: ovvero il capo-tifoso dell'Inter che, dopo la rete siglata dal dischetto dall'argentino, alza la mano e intima ai sostenitori che pendono dalle sue labbra di non esultare. Maurito non lo merita (dicono loro).

L'abbraccio dei compagni, Spalletti fa appello al bene della squadra

I novanta minuti del Ferraris calano il sipario su una vicenda, a tratti stucchevole, che ha rischiato di travolgere la squadra aggiungendo zavorra alle ambizioni da Champions nutrite dal club. Quel che è stato non si dimentica né si può riparare come per magia. Quel che sarà, si vedrà (anche se il futuro sembra già scritto). La realtà dei fatti, come sottolineato dallo stesso allenatore, è che ora per il bene della società servono tutti.

Mauro è sempre il solito giocatore che ha fatto tante belle cose per l'Inter – ha ammesso Gagliardini, autore di una doppietta, a Rai Sport -. Ha fatto un'ottima partita e dimostrato che sta bene. L'abbiamo abbracciato perché si fa così quando un compagno segna. A Genova ha fatto il bene dell'Inter ed era giusto abbracciarlo.