"Sara è un’amica, ma quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco, non ce la faccio". Maleducato e anche un po' cafone. Fulvio Collovati, 61 anni, dovrebbe chiedere scusa a Sara Piccinini, moglie del calciatore del Sassuolo, Federico Peluso. Durante la trasmissione della Rai ‘Quelli che il Calcio' l'ex calciatore della Nazionale, di Milan, Inter, Udinese, Roma e Genoa non eccelle affatto per eleganza quando, cedendo a uno dei luoghi comuni più sessisti, si lascia prendere la mano: trasforma quella che poteva sembrare una battuta di cattivo gusto in un'offesa nei confronti della donna collegata dallo stadio Castellani di Empoli in occasione della gara di campionato vinta dai toscani.

Un'entrata a gamba tesa, di quelle che quand'era giocatore piacevano tanto a chi amava marcatori vecchio stampo ai quali non era chiesto di pensare ma mulinare gambe e piedi, tenere il fiato sul collo dell'avversario da fermare con le buone e con le cattive. Un'entrata inopportuna considerato il contesto di un programma d'intrattenimento durante il quale l'argomento calcio viene affrontato anche con ironia e leggerezza.

Atteggiamento sessista. Colpite tutto quel che si muove a pelo d'erba. Se è il pallone, meglio… diceva il paron Nereo Rocco. Collovati, che nell'animo è rimasto un calciatore tanto bravo quanto arcigno nell'interpretazione del ruolo, affonda il tackle da salotto. "Se parli della partita, su come è andata… bene… ma non puoi parlare di tattica – ha aggiunto -. Una donna non capisce come un uomo. Le calciatrici? Sì, qualcosa sanno, ma non al cento per cento".

Come ha reagito Sara Piccinini? Ha dissimulato indignazione per evitare di buttarla in caciara… chissà al suo posto qualcun altra come avrebbe reagito. La signora Peluso  non si è scomposta e ha ricordato a Collovati del passato da arbitro. Non l'avesse mai detto… per l'ex calciatore la parola ‘arbitro' ha avuto l'effetto di un drappo rosso sventolato dinanzi al toro: "E tu pensi che gli arbitri sanno di calcio? All’oratorio chi vuole fare l’arbitro lo mettono già in disparte". All'oratorio, però, insegnavano anche le buone maniere.