video suggerito
video suggerito

Scontri Italia-Serbia: Maroni difende il Ministero dell’Interno

Il ministro risponde alle accuse del sindaco di Genova Vincenzi e sottolinea il fatto che non ci siano stati feriti gravi.
A cura di Jacopo Giove
53 CONDIVISIONI
maroni

ROMA. Il sindaco di Genova è furioso. Marta Vincenzi ha duramente contestato l'operato del Ministero degli Interni per quanto accaduto negli scontri prima e dopo Italia-Serbia, per aver ricevuto la segnalazione da parte dei colleghi serbi e per aver sottovalutato la minaccia che avrebbe potuto comportare, dimostrando incompetenza in barba a tessere del tifosi e leggi dure contro i clandestini. Il ministro Maroni (che è appunto della Lega Nord nonchè uno degli ideatori delle nuove misure contro la violenza negli stadi) risponde così: "Il fax che ci è arrivato era un normale avviso burocratico e stimava i tifosi serbi in circa duecento unità. Non sottlineava il pericolo di violenza. I nostri agenti hanno operato nella maniera migliore, difatti non ci sono stati feriti gravi o addirittura morti, perchè non è esagerato dire che abbiamo evitato un altro "Heysel".

Maroni continua parlando al presidente Uefa e rispondendo al collega serbo: "Scriverò a Platini per segnalare che se fosse stato vigente il sistema italiano, daspo più tessera del tifoso, non ci sarebbero stati i fatti di Genova. Dovrebbero adottarlo anche in Europa. Al Ministro degli Interni serbo che dice che a Belgrado non sarebbe successo ricordo quanto accaduto invece al "gay pride". Loro sono gli ultimi che possono dare lezioni perchè se avessero impedito ai loro facinorosi di lasciare il paese ora non dovrebbero vergognarsi di fronte a tutti. Concludo dicendo che non c'è stata combutta fra italiani e serbi, difatti sampdoriani e genoani hanno collaborato per far si che nessuno si facesse male ed è una nota molto positiva".

Jacopo Giove

53 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views