Scontri a Euro 2016, la denuncia di lady Vardy: “Noi trattati come animali”
Sarebbe dovuta essere un’esperienza suggestiva, si è trasformata in un incubo. Rebekah Vardy, fresca sposa del bomber del Leicester campione d’Inghilterra e della Nazionale si è recata a Marsiglia per seguire da vicino l’esordio del marito nella fase a gironi di Euro 2016. La città francese nelle ore precedenti alla sfida Inghilterra-Russia si è trasformata in un gigantesco ring in cui si sono affrontati in scontri e tafferugli pesantissimi hooligans, bande di tifosi locali e sostenitori russi. Bollettino da guerriglia urbana con 35 feriti, uno dei quali in fin di vita e circa 15 arresti. La situazione non è migliorata anche all’interno del Velodrome dove le due tifoserie si sono fronteggiate sia prima che dopo il fischio finale. Scontri che hanno causato il panico tra i presenti nella struttura, costretti alla fuga e in molti casi feriti dal lancio di seggiolini, bottiglie e altri oggetti contundenti.
Purtroppo la signora Rebekah Vardy è stata testimone di quanto accaduto durante Inghilterra-Russia, e a mente fredda ha provato a raccontare tutto sul suo profilo ufficiale Twitter. La compagna del centravanti, ha puntato il dito anche contro le forze dell’ordine locali che non hanno fatto distinzione tra tifosi violenti e semplici appassionati di calcio: “Questa è stata l’esperienza peggiore di sempre in una gara fuori casa. Usati gas lacrimogeni senza alcuna ragione, fermati e trattati come animali. Scioccante! L’ho visto con i miei occhi, non posso commentare ciò che non ho visto ma in questo caso è stato orribile e del tutto fuori dal controllo. E tutto questo è accaduto prima della partita”.

