Non c'è pace per la famiglia del giocatore del Cardiff, Emiliano Sala scomparso con l'aereo privato che lo stava trasportando da Nantes a Cardiff e precipitato nella Manica. Ufficialmente risulta ‘disperso' ma le ricerche si sono interrotte nella consapevolezza che nessuno a bordo si sia salvato. Eppure, la famiglia del centravanti argentino non si è data per vinta e ha intrapreso ulteriori ricerche privatamente.

La speranza è riposta in un miracolo, in disperato ultimo tentativo perché tutta la gente di Progreso, città natale del giocatore, ha organizzato giovedì una manifestazione per chiedere che le ricerche vadano avanti, fino a trovare la prova ineluttabile della scomparsa di Emiliano. Il capitano Barker aveva infatti annunciato ieri pomeriggio l'interruzione delle operazioni che hanno coinvolto 3 aerei, 5 elicotteri e due imbarcazioni: "Le possibilità che ci siano sopravvisuti sono estremamente remote".

Intanto continua la ricostruzione dell'accaduto e nuove rivelazioni coinvolgono anche il pilota del velivolo. Le indagini giornalistiche hanno portato alla luce un particolare inquietante, come riportato dal "Times": il pilota del piccolo aereo scomparso lunedì sui cieli della Manica con a bordo il calciatore italo-argentino Emiliano Sala non era autorizzato a trasportare passeggeri a pagamento.

Un dettaglio che ovviamente gli inquirenti non hanno voluto confermare perché le indagini sono ancora in corso e il segreto d'ufficio resterà finché non ci saranno ulteriori elementi. La sorella di Emiliano, Romina, ha però in cuor suo una certezza, che il fratello non sia morto: "Per me sono ancora vivi. Nel profondo del mio cuore so che Emiliano è ancora vivo, lui è un combattente. Sento che lui e il pilota sono da qualche parte e sono vivi. Vi prego, continuate le ricerche". Un appello che non potrà essere accolto e così la decisione di intraprendere indagini private, a proprie spese.

Anche l'ex squadra del Nantes dove ha giocato Sala, ha chiesto che le ricerche vengano riprese a tempo indeterminato e molti calciatori si stanno attivando affinché non si smetta di crederci facendo sentire la loro voce sui social. Intanto su Change.org la petizione per riprendere la ricerca ha raccolto decine di migliaia di firme in poche ore.