I carabinieri di Napoli nella notte tra domenica e lunedì hanno arrestato dieci persone appartenenti al clan di Secondigliano "Vanella Grassi”, sette di essi sono finiti in carcere e tre ai domiciliari con ordinanza di custodia cautelare arrivata al termine di un'inchiesta della Dda di Napoli. Essi sono stati accusati di aver alterato i risultati di alcune partite del campionato di serie B 2013-2014. Tra gli indagati ci sono anche il difensore del Genoa Antonio Izzo, all’epoca dei fatti calciatore dell’Avellino, e l’allora capitano dei ‘lupi’ Francesco Millesi. Gli investigatori hanno puntato la loro attenzione su due partite di quella stagione giocate in casa dall’Avellino, contro il Modena e la Reggina. Adesso è uscito un passaggio chiave dell’indagato Antonio Accurso che, nel proprio interrogatorio, ha raccontato cosa è accaduto in uno degli incontri tra i camorristi e i calciatori Izzo e Millesi: “Izzo rimase sorpreso alla vista di Millesi e in privato poi mi disse: ‘avete preso il pezzo potente, è lui che comando tutto lo spogliatoio”. Millesi per l’Avellino è una bandiera, considerato che ha disputato sette stagioni, divise in due periodi diversi, che sono state produttive con tre promozioni e tre agevoli salvezze in Serie B.

Millesi finisce in panchina – Ci sono comunque dei punti ancora non chiariti. La stagione 2013-2014 dell’Avellino è stata buonissima, tanto che la squadra all’epoca guidata da Rastelli da neo-promossa sfiorò il Playoff promozione. Millesi ha disputato la sua ultima partita di quel campionato a metà aprile (35a giornata) in casa della Juve Stabia, poi non ha giocato più. E ciò è strano, considerata la posta in palio e considerato che Millesi era il capitano. Nelle due partite oggetto d’indagine, contro Modena (40a) e Reggina (41a), Millesi era in panchina. Mentre incredibilmente il giocatore era stato escluso dall’elenco dei convocati nell’ultima partita di campionato contro il Padova, già retrocesso, che a sorpresa riuscì a battere i verdi e a loro impedì di qualificarsi per i playoff.

Tentativo di corruzione e fuga – Per una partita così importante Rastelli si privò del suo capitano. Per giorni ad Avellino si parlò di questa scelta. Adesso il mistero però forse è risolto. Perché pare che nella settimana precedente all’incontro con il Padova Millesi sembra che abbia provato a corrompere un altro compagno di squadra, forse Arini che si presentò anche nell’appartamento del calciatore, ad Atripalda. Millesi pare avrebbe mostrato anche i soldi per la combine che erano nascosti sotto un materasso. Arini si rifiutò e confessò tutto alla società che temendo una penalizzazione decise di escludere Millesi dalla squadra e il calciatore stesso pare sia scomparso la notte successiva e ad Avellino non è stato visto più. Il club, che pensa a Pippo Inzaghi come tecnico della prima squadra l’anno prossimo, adesso rischia una sanzione per omessa denuncia.

Izzo si difende: "Mai combinato una partita"

Il difensore del Genoa Armando Izzo, recentemente convocato per la prima volta in nazionale, con forza respinge le accuse della procura di Napoli, che lo ha indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in frode sportiva. Izzo sostiene di non aver mai combinato una partita in vita sua:

Ho letto dai giornali queste notizie che mi vedono coinvolto, in vicende a me assolutamente estranee. Sono un calciatore e non ho mai neanche pensato di truccare una partita. Voglio solo precisare che nelle due partite di cui parlano i mass media ero infortunato e non ho neanche giocato. Ho piena fiducia nella magistratura e sono sicuro di riuscire a chiarire la mia posizione.