Quando André Horst Schürrle oggi ha affrontato il Chelsea con il Fulham (vittoria dei Blues per 2-0) un po' di magone gli è venuto. Mettere di nuovo piede e Stamford Bridge è stato come fare un viaggio a ritroso nel tempo di qualche anno, quando nell'estate del 2013 lasciò la Germania e volò in Inghilterra perché Mourinho lo aveva voluto con sé in squadra. E quando lo Special One chiama non hai da pensarci molto, ci vai e basta. Così fu, forte anche della grande soddisfazione che provò nel 2014 con la conquista della Coppa del Mondo in Brasile. C'era anche lui in quella serata maledetta del 7-1 alla Seleçao, mise la propria firma in calce al Mineirazo una delle più grandi umiliazioni calcistiche che una nazionale abbia mai potuto subire.

Il trionfo a Berlino fu bellissimo, l'esperienza a Londra un po' meno. Di lì a poco qualcosa sarebbe andato storto e quella magia che sembrava aver piazzato la sua carriera in rampa di lancio si trasformò in un incantesimo micidiale. A raccontare quei momenti è stato lo stesso Schurrle in un'intervista concessa al tabloid inglese The Sun. Cosa è successo? Perché, come si dice in gergo, ha perso il treno? Di chi o di cosa è stata la colpa? La replica del tedesco può sembrare esilarante ma non lo è. Un'infezione alimentare lo ha debilitato.

E' successo durante una trasferta in Polonia – ha ammesso il centrocampista del Borussia Dortmund oggi 28enne, in prestito al Fulham -. Tutta la squadra mangiò del pollo e nessuno avvertì strani sintomi. L'unico a sentirmi male fui io… Dimagrai troppo, persi anche fino a cinque chili. Cosa avevo? Gli esami rivelarono che avevo contratto la salmonella. Quel virus mi debilitò, stavo male e non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto.

La scheda di Schurrle (fonte Transfermarkt.it)
in foto: La scheda di Schurrle (fonte Transfermarkt.it)

Il gesto da ricordare di Mourinho. Tra le fila dei Blues Schürrle ha giocato 68 gare e segnato 14 gol, poco rispetto a quanto lui stesso aveva immaginato. Di quel periodo poco memorabile per le condizioni fisiche però ricorda un gesto molto bello da parte di José Mourinho.

Quando il Chelsea ha vinto la Coppa di Lega – ha aggiunto – Mourinho mi mandò un messaggio di congratulazioni e mi disse che mi aspettava a Londra per festeggiare perché in fondo la coppa l’avevo vinta anche io.