Un sassolino dalla scarpa. Mario Giuffredi, il procuratore di Mario Rui, lo toglie mentre dà un'occhiata alla lista delle convocazioni del Portogallo. Accanto al nome di Cristiano Ronaldo c'è anche quello del suo assistito, 27enne terzino sinistro (oppure esterno mancino in mediana) reduce da una buona stagione tra le fila del Napoli tanto da meritare la chiamata per il Mondiale di Russia 2018. Due anni fa la rottura del legamento crociato lo sottrasse alla Roma e a Luciano Spalletti, tornò per scampoli di match e poi accettò il trasferimento in maglia azzurra laddove ritrovò Maurizio Sarri che lo aveva allenato già ai tempi dell'Empoli. Il feeling, però, non è mai scoccato complice la presenza ingombrante di Ghoulam e le scelte nette da parte del tecnico che ha sempre considerato l'algerino un intoccabile.

Tre minuti contro il Cagliari e tanta panchina: fino a poco prima dell'infortunio del compagno ‘titolarissimo' per lui non c'è mai stato spazio in prima squadra poi – per ragione di Stato – il tecnico gli ha dato spazio e fiducia incastonandolo in quel meccanismo perfetto che doveva essere la sua squadra. Rendimento costante e affidabilità tattica hanno scandito le sue prestazioni fino a prendersi una bella rivincita quando, proprio contro i sardi, calciò una punizione a giro da far spellare le mani ai tifosi. Lui al Napoli è rimasto, Sarri invece non c'è più. Per la serie: avete visto di cosa sono capace? E' più o meno questa la versione che Giuffredi fornisce nell'intervista a Radio Kiss Kiss.

Mario ha attraversato un periodo davvero difficile – ha ammesso l'agente -. Spesso non è stato capito e non è stato aiutato ad uscirne fuori. Noi gli siamo stati vicini, gli dicevo quello che pensavo, cercavo di spronarlo. Sarri non lo faceva giocare in Serie B con l’Empoli, ora ce lo troviamo in Russia al Mondiale. Che emozione la foto con Cristiano Ronaldo… Abbiamo coronato un percorso.