"La mattina ti alzi è l'obiettivo è solo uno: vincere". È un Maurizio Sarri perfettamente calato nell'ambiente Juve quello che appare ai microfoni della tv del club in un'intervista all'Allianz Stadium. Il neo allenatore sembra aver (quasi) imparato alla perfezione il motto della bandiera bianconera Giampiero Boniperti, e l'ha ribadito seduto sulla panchina di quello stadio che dal prossimo agosto sarà il suo. "È una struttura raccolta, accogliente, con le tribune vicine in stile inglese come piacciono a me. Mi ci troverò molto bene".

Maurizio Sarri durante la prima conferenza con la Juventus (fonte: twitter juventus)
in foto: Maurizio Sarri durante la prima conferenza con la Juventus (fonte: twitter juventus)

Il rapporto con Cristiano Ronaldo

"È più facile per un grande giocatore far diventare grande un allenatore che il contrario". Maurizio Sarri non vede l'ora di confrontarsi quotidianamente con i campioni della Juventus, tra cui spicca sicuramente Cristiano Ronaldo. Il neo tecnico bianconero sa bene di poter instillare sua filosofia di gioco nelle teste dei suoi giocatori, ma ammette anche che più si sale nella scala di valori dei singoli, e più diventa importante per un allenatore rispettare le caratteristiche degli uomini-chiave e adattarsi ad esse. "Quando a 35 anni quando cominci pensi di poter incidere in maniera feroce, poi con l'esperienza ti rendi conto che ciò è possibile fino a un certo punto – ha aggiunto il mister toscano – Quindi è molto più importante il giocatore per me, che io per lui, a meno che non sia un giovane da modellare".

La Champions League, obiettivo bianconero

I tifosi bianconeri vogliono una sola cosa: la Champions League. Dopo 8 titoli nazionali consecutivi, la squadra sembra ormai pronta per fare il grande salto oltralpe. Una Juventus così straripante in Italia fa pensare a tutti che possa essere lo stesso in Europa. Ma per Sarri non è così, è la colpa è "di un movimento italiano non all'altezza". "La Juventus è tra le migliori 10 in Europa, ma se tra queste 5 sono inglesi, dovrebbe farci pensare alla differenza di sistemi in cui stiamo operando".

Il rapporto con la Juve di Allegri

Le idee sono chiare, la squadra "dovrà giocare un numero superiore di palloni". La filosofia di gioco di Sarri detterà la strada da seguire per il gioco della Juventus, pur affidandosi alle caratteristiche di alcuni singoli. Quest'ultima non è l'unica similitudine dell'ex Chelsea col modo di intendere il calcio di Massimiliano Allegri, del quale Sarri ha ammesso di ammirare la rapidità e semplicità con cui la squadra passava dal "soffrire" al mettere sotto l'avversario. "Un secondo prima avevi la sensazione di batterla, poi di colpo ti sembrava di stare per perdere". Una qualità che diventa decisiva "quando c'è da mettere insieme punti".

La nuova Serie A e il confronto con la Premier

Si aspetta molto dal prossimo campionato Maurizio Sarri. I movimenti sulle panchine delle big di A lo stimolano: Conte, Giampaolo, Fonseca, Ancelotti, potrebbero tutti essere propulsori "di qualche nuova tendenza, a livello di allenatori". In generale il neo mister bianconero vede l'Italia un passo avanti all'Inghilterra nell'organizzazione tecnico-tattica. Ma lo stesso non si può dire per tutta una serie di altri fattori: visibilità, appetibilità di sponsor, ma anche strutture e atmosfera negli stadi. "In Premier vedi le tifoserie arrivare tutte e due insieme allo stadio, con i bambini intorno alle panchine e un'ottima visibilità. L'Italia deve tornare – come lo era 20 anni fa – a essere un punto di riferimento per il calcio mondiale".