A volte il miglior alleato può essere colui che è stato in passato il tuo più acerrimo avversario. Anche nel calcio, il paradigma si presenta ciclicamente e ultimamente ne ha data dimostrazione la Juventus. Con la partenza di Antonio Conte, il club bianconero ha dovuto guardarsi intorno e decidere senza tentennamenti e ha scelto Massimiliano Allegri. Reduce da uno scudetto con il Milan, antagonista storico, e i suoi primi mesi a Torino non sono stati semplici.

Oggi, dopo cinque anni di successi, c'è chi già rimpiange il tecnico livornese che ha deciso di chiudere il ciclo juventino in accordo con la società. Cinque anni di conquiste e di sogni accarezzati come mai era accaduto in precedenza nella storia della Juventus. Adesso, con il suo addio, la storia si potrebbe ripetere, ingaggiando un altro storico rivale: Maurizio Sarri, fautore del Napoli anti-Juventus, potenziale neo allenatore della Juve che verrà.

Dopo Allegri, un altro rivale?

Anche il nome dell'attuale allenatore del Chelsea non è gradito alle massime platee bianconere visto il suo passato sulla sella del ‘Ciucio' azzurro che ha provato in ogni modo a spezzare l'egemonia della Juventus non solo sul campo, ma anche a parole. Nei tre anni di panchina partenopea non sono mancati gli strali, le frecciate, le polemiche tra le due società che hanno coinvolto ovviamente anche lo stesso Sarri.

I tempi sono stati molti, dai calendari e presunti ‘favori' del Palazzo nei confronti dei bianconeri, alle schermaglie di mercato – con il ‘caso' Higuain culmine – ai diverbi per il fatturato, fino al dito medio alzato verso i tifosi bianconeri. Tutti elementi che oggi ‘pesano' sulle spalle di Sarri anche se il club si comporta da azienda e valuta la soluzione migliore al di là degli umori della piazza. Che comunque contano.

Il fatturato come top player per vincere

abbiamo dei grandi attaccanti ma da qui a competere con la Juventus ce ne vuole. Alla lunga il fatturato pesa

Uno dei cavalli di battaglia che Sarri portò avanti a Napoli, spalleggiato da De Laurentiis, fu il tema dei fatturati: non bastano buoni giocatori, giocare bene, avere una piazza che ti sostiene. Servono soldi e la Juventus è una spanna avanti a tutti grazie allo stadio di proprietà e alle entrate che sono arrivate nel tempo grazie ai risultati. Già dal 2016, il tema era caro a Carri.

Calendari e pressioni sospette

Come quello relativo ai calendari e ai presunti favori verso il club bianconero. Il primo sassolino arrivò ad inizio 2018 quando il Napoli doveva giocare 8 partite sempre e solo dopo la Juventus, dichiarando che dovendo rincorrere, si metteva così una insana pressione addosso ai giocatori.

Si è verificata una combinazione su un milione. Mi dispiace, sono certo che si sia verificata in buona fede, ma un minimo di dubbio sulle capacità di chi deve organizzare queste cose mi viene

Lo scudetto perso in albergo

Veleno che si spande anche in occasione di Inter-Juventus, prima di Fiorentina-Napoli, dove di fatto gli azzurri hanno consegnato lo scudetto ai bianconeri. E' la partita dei grandi ‘errori' di Orsato e Sarri lancia strali contro la categoria arbitrale e le presunte direzioni di gara pro bianconeri.

 Qualcuno ha fatto ironia, ma chi ha fatto sport sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo a Firenze. Perché quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita.

Il dito medio contro gli sputi e gli insulti

Infine, l'acme della rivalità che travalica in un gesto –risalente all'aprile 2018 – che molti tifosi bianconeri ancora ricordano e, forse, non dimenticheranno mai: il dito medio alzato in pullman nei confronti di quelli che Sarri definirà un gruppo di vigliacchi che ha sputato sul bus e insultato tutti perché napoletani

Era un gruppo di persone che ha sputato contro il nostro pullman e ci ha insultati in quanto napoletani. Il gesto era per loro