Il recupero di campionato tra Villarreal e Real Madrid ha aperto il 2019 della Liga, i blancos hanno pareggiato 2-2 e non sono riusciti a rifarsi sotto a Barcellona e Atletico, ma la notizia prodotta da quell’incontro è il ritorno, ufficiale, nel grande di calcio di Santi Cazorla, che ha realizzato una doppietta e in questo modo si è messo alle spalle un lungo calvario, tre anni di sofferenza con undici operazioni, il rischio dell’amputazione e ovviamente il ritiro dal calcio giocato.

Villarreal-Real Madrid 2-2

Pronti, via e segna la squadra di casa, il gol è proprio di Santi Cazorla che al 4’ fredda Courtois. Il Real con un uno-due tremendo, firmato da Benzema e Varane, si porta avanti e prova a gestire il vantaggio, nel finale arriva un altro gol di Cazorla, finisce 2-2. Un punto importante per il ‘sottomarino giallo’ che lotta per non retrocedere, un pari deludente per il Real che resta al quarto posto. Cazorla con questa doppietta torna definitivamente se stesso e definitivamente cancella un lunghissimo periodo ricco di sofferenza.

Il calvario di Santi Cazorla

Undici volte sotto i ferri negli ultimi tre anni. Un inferno quello che vissuto da Cazorla. La prima volta nel dicembre del 2015, nel corso del match tra Arsenal e Norwich si rompe il legamento crociato, stagione di fatto finita, poi iniziano i problemi al tallone che gli fa malissimo, serve un’altra operazione, dopo un match di Champions con il Ludogorets del 2016 si opera per la prima volta al tendine della caviglia destra.

In un successivo intervento a causa di un’infezione rischia l’amputazione del piede, a seguito di quell’intervento perde dieci centimetri del tallone. I Gunners gli rinnovano ancora il contratto, anche se i problemi non finiscono e le operazioni continuano. Nella scorsa stagione non gioca mai, la scorsa estate torna al Villarreal e dopo essere tornato in campo, lo scorso 18 agosto, parlò del suo calvario:

Non riuscivo nemmeno a correre per un’infezione batterica che mi ha mangiato parte della caviglia destra. Sono come un puzzle, ci sono parti di me in posto in cui non dovrebbero esserci. Ho pensato di mollare, ma non l’ho fatto grazie alla forza che mi ha dato mio figlio. Era come se il mio osso del piede fosse diventato di plastilina, persi 10 centimetri di tendine, i medici mi dissero che poteva andare peggio. Hanno preso parte della pelle sulla coscia e me l’hanno messa nel braccio, per coprire l’arteria, perché dovevano prendermi la pelle del braccio per mettermela sul piede. Ho un tendine nuovo.