Oramai si è ai titoli di coda, giusto per rispettare un vocabolario amico a chi si intende da sempre di cinema, come Massimo Ferrero, patron della Sampdoria sotto attacco incrociato dai tifosi blucerchiati e non solo.  Colpa delle dichiarazioni pesante a fine gara contro il Milan che è costata l'eliminazione dalla Coppa Italia ai tempi supplementari.

Il numero uno blucerchiato è stato pesantissimo nelle affermazioni verso la società e la città, arrabbiato per aver sentito immediatamente tutte le colpe su di sè, riaprendo una crepa mai sanata che ha spesso mai permesso di creare un vero feeling tra Ferrero e i genovesi. Adesso è rivolta da parte dei tifosi della Sampdoria nei confronti del presidente e dopo la partita di Coppa Italia, il difficile rapporto ha vissuto un ulteriore capitolo dopo le parole del massimo dirigente nel post-gara col Milan

"Vincere sarebbe stato il giusto premio per tutto il culo che mi sto facendo in ‘sta ca..o di città"

Frasi che hanno scatenato la rabbia dei tifosi che lo invitano a gran voce sui social a rassegnare le dimissioni, ma anche attraverso la presa di posizione ufficiale da parte della Federclubs che raccoglie la tifoseria organizzata dal titolo che cita le frasi di Ferrero: "In ‘sta ca…o di citta" e nell' U.C. Sampdoria non c'e' posto per chi non ci rispetta".

Contro il numero uno della Samp si sono scatenati anche alcuni organi della stampa genovese in un crescendo di tensioni attorno al patron blucerchiato. E a nulla sono servite le scuse del presidente che ha provato a mettere la classica pezza: "Se sono stato frainteso, chiedo scusa alla città e ai genovesi. A me dispiace sinceramente e molto ma dovete credermi che sono stato frainteso, non era lontanamente nelle mie intenzioni definire in quel modo Genova dando alla frase un senso dispregiativo"