A quasi due mesi dalla finale mondiale, che ha visto la Francia di Didier Deschamps alzare al cielo la Coppa del Mondo, si torna a parlare con insistenza di un presunto caso di doping. Nel mirino degli investigatori della Fifa, sarebbe finito questa volta il centrocampista della nazionale russa Denis Cheryshev. Il giocatore del Valencia, secondo i tabloid inglesi, sarebbe infatti sotto indagine per aver fatto delle iniezioni di ormone della crescita (sotto il controllo dello staff medico) durante il ritiro pre-Mondiale.

Dopo un'intervista a Dimitri Cheryshev, il padre del giocatore, che avrebbe parlato di alcune somministrazione fatte al figlio, si è dunque scatenato il reparto antidoping spagnolo e russo che ha ascoltato il calciatore per capire l'eventuale veridicità delle affermazioni. "Forse non hanno capito mio padre perché non ho mai usato alcuna sostanza proibita", si è difeso il centrocampista del Valencia.

Il caso dell'ammoniaca

Di fronte alla pesante accusa di doping, anche lo staff medico della Nazionale russa ha preso posizione respingendo le dichiarazioni del padre: "E' stato travisato. Era solo plasma arricchito in piastrine e quindi perfettamente legale". In attesa del responso degli investigatori (Chesryshev rischia una squalifica sino a 4 anni), la selezione del commissario tecnico Stanislav Cercesov torna dunque a far parlare di se dopo un Mondiale giocato a ritmi insolitamente vertiginosi.

Subito dopo l'eliminazione ad un passo dalla semifinale, la Russia fu infatti già al centro di un caso di presunto doping evidenziato dal quotidiano tedesco "Bild". Secondo i colleghi tedeschi, i giocatori russi erano stati aiutati fisicamente dall'ammoniaca: sostanza che Chersyshev e compagni hanno in effetti inalato, come confermato dalla stessa Federazione russa, prima delle partite del Mondiale.