Una ammonizione a primo tempo finito. Edin Dzeko si è rimediato un giallo a Ferrara poco dopo che l'arbitro Rocchi aveva decretato l'intervallo. Con la Spal in vantaggio 1-0 grazie al gol di Fares, la Roma ha iniziato ad innervosirsi senza riuscire ad entrare in partita in modo determinante. Un risultato negativo, una prestazione opaca e la rissa sfiorata. Dopo aver battibeccato con un avversario qualche minuto prima, l'attaccante bosniaco si è fermato prima di entrare nel tunnel degli spogliatoi e ha discusso animatamente con un dirigente della Spal. Sono volate parole grosse, l'atteggiamento di Dzeko alla ricerca del contatto fisico ha fatto il resto obbligando il direttore di gara a estrarre il cartellino giallo.

E' la fotografia del difficilissimo momento della Roma che con Ranieri ha rialzato la testa, ma a fatica, mostrando che i problemi son ben più radicati di quanto si potesse pensare di risolverli con l'esonero di Di Francesco. Una squadra in difficoltà, soprattutto psicologica, che sta subendo il clima di insoddisfazione generale. Esclusa malamente dalla Coppa Italia, scivolata in Champions League contro il Porto – anche per demeriti non propri – in affanno in campionato. Il rischio evidente è di restare a mani vuote a giugno, un risultato che l'ambiente romanista non ha alcuna intenzione di vivere.

Soprattutto dopo la sontuosa campagna acquisti estiva quando la società ha messo mano al portafogli investendo circa 100 milioni di euro. Tanti acquisti, molti dei quali si sono rivelati un fallimento. A partire dal ‘Flaco' Pastore a lungo corteggiato e strappato al Psg: mai una gara all'altezza delle sue qualità, una stagione più che anonima tra infortuni, incomprensioni e polemiche. Ma non solo: Santon, Nzonzi, Cristante, Schick, Kluivert. Tutti giocatori che non si sono ancora ritrovati, facendo perdere punti e obiettivi importanti.