Figli di Roma, capitani e bandiere. Ecco il rispetto e l’amore che questa società non potrà mai avere.

E' uno degli striscioni che i tifosi della Roma ha affisso in città, nella zona Eur, nei pressi della sede del club per contestare la società che ha scelto di non rinnovare il contratto a Daniele De Rossi. Diciotto anni con la maglia della ‘magica' dissolti nell'arco di una conferenza stampa per dire ciò che né lui né il suo pubblico avrebbero mai voluto dire, ascoltare. A fine stagione  non vestirà più la maglia giallorossa e gli sarà difficile sfilarla perché resterà per sempre come una seconda pelle. ‘Fratello di campo' per Francesco Totti, che lo ha definito così per salutare DDR nel giorno dell'annuncio ufficiale. Non c'è più il capitano, relegato a un ruolo dirigenziale, e nemmeno capitan futuro, ultimo esponente della ‘vecchia guardia'. E' il tempo di capitan nessuno, nell'attesa di capire quale forma dare al progetto-squadra, con quali risorse e soprattutto con quali uomini prima ancora che calciatori.

"Fossi stato un dirigente, avrei rinnovato il contratto a un calciatore come me". Le parole di De Rossi che aveva già capito come sarebbero andate le cose ma avrebbe preferito che gli parlassero per tempo e non di lunedì sera, al termine di una giornata di campionato che ha ridotto ulteriormente le speranze dei capitolini di agganciare la quarta posizione e la Champions. DDR lo ha ribadito rispondendo alle domande dei giornalisti mentre i suoi compagni di squadra erano in sala con la numero otto addosso quale simbolo d'infinito. E il trattamento riservatogli ha surriscaldato gli animi già bollenti di buona parte della tifoseria mai tenera nei confronti del presidente, Pallotta. Una bandiera americana rovesciata sull'uscio della sede romanista rende bene l'idea del livello di fiducia nei confronti della proprietà a stelle e strisce.

Un presidente maiale e una società incompetente. DDR per sempre nel cuore della gente.

E' il testo di un altro degli striscioni appari nell'Urbe nella notte: parole come pietre verso il massimo dirigente, parole come carezze per Daniele De Rossi "nostro vanto".