Lo ricorderemo per i suoi modi gentili, per le sue frasi ad effetto ("Abbiamo rimesso la Chiesa al centro del villaggio", disse dopo un suo primo derby), per quella convinzione di arrivare a vincere lo scudetto e, soprattutto, per quel gesto del violino, durante Juventus-Roma dell'ottobre 2014, che lo rese celebre tanto e quanto Mourinho dopo le "famose" manette. Rudi Garcia è ormai il passato della Roma, il futuro, e soprattutto il presente, si chiama già Luciano Spalletti: "E' un allenatore incredibile, un genio che ho trovato sulla mia strada – ha dichiarato recentemente Daniele De Rossi a Roma Tv – Il primo approccio è stato il giorno in cui è nata la mia prima figlia Gaia. Gli chiesi un giorno di permesso, per poter stare con lei, ma non me lo concesse e mi disse "Dai un bacio alla bimba e vieni a Trigoria". Sono rimasto in ritiro per giorni e non potevo vedere mia figlia. L'ho odiato per quello".

I dolci ricordi e il tifo per lo Zenit – Insieme a David Pizarro, Daniele De Rossi fu il giocatore fondamentale di quella Roma targata Spalletti, capace di vincere due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Nel 4-2-3-1 del tecnico di Certaldo, "Capitan futuro" era il baluardo invalicabile davanti alla difesa giallorossa: "Dopo quell'episodio della nascita di mia figlia – ha continuato il centrocampista – ho conosciuto una persona meravigliosa. In quegli anni ho avuto il tempo di conoscere un allenatore geniale e attento ad ogni dettaglio. Prese una squadra in difficoltà e la portò nelle prime otto d’Europa". Nelle prossime ore De Rossi avrà l'opportunità di riabbracciarlo, in occasione del primo allenamento in vista della sfida di domenica contro l'Hellas Verona: "Gli voglio un bene incredibile e quando allenava lo Zenit guardavo le partite e speravo potesse fare bene e vincere".