Roma, Claudio Ranieri: “De Rossi bandiera storica, non meritava di essere trattato così”

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In conferenza stampa il tecnico della Roma si schiera al fianco di De Rossi: “Daniele è un allenatore in campo, ragiona con una mentalità precisa, non per se stesso ma per il bene della squadra. Questi sono i leader che vogliono gli allenatori ed è per questo che gli avrei rinnovato il contratto. La società non ha voluto farlo ma nei suoi confronti andava usato riguardo diverso”.

Daniele De Rossi non meritava il trattamento ricevuto ed era da confermare con un rinnovo del contratto. Sono i due concetti chiave della conferenza stampa di Claudio Ranieri che parla a due giorni dalla sfida delicata con il Sassuolo, il match che può tenere aperte oppure chiudere del tutto le residue speranze di agganciare il quarto posto. Centottanta minuti ancora – compresa la gara di Reggio Emilia – poi terminerà il mandato del tecnico di Testaccio sulla panchina giallorossa. Non c'è alcuna possibilità che conservi l'incarico, è stato lui stesso ad annunciarlo qualche giorno fa e lo premette spendendo parole di solidarietà nei confronti del ‘capitan futuro' accantonato come fosse un soprammobile.

Tra due partite il mio compito finisce – ha ammesso Ranieri, rispondendo alle domande dei giornalisti – e quindi di futuro non posso parlare. Forse a De Rossi, che è una bandiera storica, questa cosa andava detta in un altro modo. Non è stato fatto e anche questo è il calcio. Daniele è un allenatore in campo. Con lui puoi parlare e lui ragiona con una mentalità precisa, non per se stesso ma per il bene della squadra. Questi sono i leader che vogliono gli allenatori ed è per questo che gli avrei rinnovato il contratto.

Ci sarà in campo contro il Sassuolo oppure, considerato il forte coinvolgimento emotivo, De Rossi partirà dalla panchina? Ranieri non può e non vuole dire qualcosa al riguardo sia per la delicatezza dell'argomento sia per il grande rispetto nei confronti del centrocampista. Che continui a resta nel mondo del calcio da giocatore oppure in un altro ruolo, Ranieri è certo che DDR lo farà portando con sé tutto il proprio bagaglio tecnico e di esperienza che gli deriva anche dai suggerimento del padre allenatore.

Daniele vuole continuare a giocare e ha già una mentalità da allenatore, anche grazie alla visione che gli ha dato il padre. Non so ancora se giocherà, parlerò con lui e decideremo insieme la cosa migliore da fare. Ai tifosi chiedo che l'ultima partita all'Olimpico non sia momento di contestazione ma una festa nei confronti di De Rossi, che è la cosa più importante.

"Non ha tanto potere in società", le considerazione che De Rossi avrebbe fatto parlando del ruolo di Francesco Totti e di come questa vicenda abbia mostrato quanto in certe scelte la posizione dell'ex capitano sia stata minoritaria. Ranieri non si lascia trascinare nella polemica né presta il fianco a illazioni.

Io non so che potere ha Francesco. So che mi ha chiamato, quindi per me è uno che conta e che decide. Non è che uno smette di giocare e diventa subito dirigente o allenatore. Per tutto il resto, chiedete a lui.

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