Le vicissitudini che coinvolgono diverse squadre delle varie serie italiane sta creando un piccolo tsunami nelle griglie di partenza da costruire in vista dell'avvio dei campionati. Non solo le questioni delicate di Parma e Chievo (con Palermo e Udinese sullo sfondo) con la Giustizia Sportiva ma anche una serie di problematiche legate a questioni societarie, di bilanci e garanzie da presentare alla Federcalcio per poter contare sulla validità delle iscrizioni.

Nessuna categoria è esente da una sorta di limbo, o purgatorio: un'attesa che dipende da cause contingenti che con il calcio giocato poco o nulla hanno a che fare. Dalla Serie A alla Lega Pro è tutto in fermento come accadde 12 anni fa quando il calcio italiano venne scombussolato dalla piaga di Calciopoli.

La situazione in Serie A

La composizione del calendario della Serie A dovrà attendere le sentenze che coinvolgono due club che oggi militano ancora in massima divisione: il Chievo e il Parma. Per i clivensi le cause finanziarie e le fittizie plusvalenze coinvolgono il presidente Campedelli, per i ducali è aperta invece una indagine per illecito sportivo. Sulla soglia del tribunale attendono speranzosi Crotone e Palermo che potrebbero vedere la serie A attraverso le sentenze del tribunale.

La Serie B come potrebbe cambiare

In Serie B, invece, sono già certe le esclusioni di società storiche come Cesena e Bari, per problematiche societarie che non hanno permesso ai club l'iscrizione al campionato. Esclusioni che riaccendono le speranze di poter partecipare al campionato cadetto di altri club quali Siena e Ternana che sembravano avere la strada spianata, prima della nuova sentenza del Tribunale Federale.

Il ricorso in Lega Pro del Novara

Tribunale chiamato in causa per il ricorso presentato dal Novara verso la delibera che impediva ai club oggetto di sanzioni negli anni precedenti – due punti avevano scontato i piemontesi nel 2015/2016 a seguito di irregolarità amministrative – di essere inseriti nelle graduatorie per il ripescaggio. In questo senso Novara e Catania sperano nella Serie B.

I criteri per i ripescaggi

Occorre infatti fare chiarezza sui tre criteri che portano a formare la graduatoria dei ripescaggi: il primo è la classifica finale dell’ultimo campionato (valore 50%), poi c'è la tradizione sportiva della città (valore 25%) e infine la media degli spettatori nelle cinque stagioni precedenti (valore 25%). Così, ecco spiegate le speranze di Catania e Novara.