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Rinvii per neve e campionato spezzatino: la Serie A rischia di essere “falsata”?

Il maltempo ferma il calcio e “fioccano” le proteste dei tifosi, sempre più disorientati da un campionato falsato che resterà nella storia per il numero di partite rinviate. Mentre la FIGC prova a correre ai ripari, in Europa si continua a giocare.
A cura di Alberto Pucci
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Stadio Tardini Parma

Il futuro del calcio italiano è sempre più incerto. Le classifiche sono dominate dagli asterischi e la stagione rischia seriamente di passare alla storia per il record di partite interrotte o annullate, basti pensare che negli ultimi dieci anni, il dato complessivo di incontri fermati dal maltempo è stato di sole 24 gare. Tra calendari spezzati(ni) su più giorni, per favorire le televisioni, e scandali legati a scommesse e intrallazzi vari, ora anche il maltempo ha deciso di "giocare" contro i tifosi. La passione degli sportivi italiani, infatti, rischia di venir sempre più compromessa da scelte, quanto meno discutibili, in grado di far passare la voglia a tutti, forse anche ai giocatori stessi, costretti a tour de force in pochi giorni (manco fossimo nell'NBA!) e ad incontri che somigliano sempre più a gare di hockey su ghiaccio.

Com'è nella consuetudine italiana, a danno fatto si cerca il rimedio – E' notizia di pochi giorni fa, infatti, l'idea di Demetrio Albertini, vicepresidente della FIGC, di programmare per le prossime stagioni l'inizio della Serie A ai primi d'Agosto rinunciando a gare serali invernali giocate a temperature proibitive. La sicurezza prima di tutto: per i giocatori, autentico capitale per le società, e soprattutto per i tifosi già penalizzati da impianti vecchi e inadattatti. "Bisogna avere il coraggio di cambiare" ha tuonato l'ex centrocampista del Milan ormai perfettamente calato nel ruolo dirigenziale, ai principali organi di stampa. A onor del vero, Juventus Stadium a parte, i nostri stadi sarebbero quasi tutti da buttare giù e/o ricostruire: spalti scomodi e difetti di progettazione che mettono a serio rischio i tifosi, campi di gioco che necessitano di spruzzate di vernicie verde per essere presentabili, strutture che offrono "zero opportunità" per chi vuole passare un pomeriggio di svago.

Stadio Meazza innevato

Cambiare certo, ma come? Con l'esempio di Inghilterra e Germania – Mentre comuni e società di calcio continuano a discutere sulla gestione degli impianti e in attesa che qualcuno prenda seriamente l'iniziativa e vada avanti per la propria strada in maniera decisa (leggi alla voce Juventus), guardiamoci intorno e cerchiamo di imparare da chi ci ha provato prima di noi. Ammesso, e non concesso, che ci sia la reale intenzione di migliorare la situazione. A pochi chilometri da noi, in Germania, la neve non è mai stato un problema.

“ Bisogna avere il coraggio di cambiare ”
Demetrio Albertini
Gli stadi, dove i biglietti sono i meno cari d'Europa, sono stati pensati e realizzati per il calcio e, in primis, per lo spettacolo. Riscaldamento del campo e dei teloni protettivi realmente funzionanti, ma anche tutti i comfort necessari per chi vi si reca: centri commerciali, aree giochi per bambini, il tutto nella massima comodità e sicurezza. E così, mentre da noi pioggia e neve bloccano tutto, circolazione stradale compresa, in Bundesliga si continua a giocare. In Premiership, dove la pioggia è di casa, raramente si blocca il campionato e, quasi mai, i tifosi hanno problemi nel raggiungere gli stadi che, rispetto ai nostri, hanno il vantaggio di essere perfettamente "connessi" con la viabilità cittadina. Fatevi un giro a Londra, durante un weekend di Premier, e vi accorgerete che i tanto famigerati hooligans inglesi vanno (insieme, uno di fianco all'altro) allo stadio grazie alla "Tube" che li porta fin sotto le biglietterie dell'impianto. Gli esempi non finiscono quì, ovviamente: in Svizzera quasi mai si gioca di sera, in Russia il campionato si ferma, inevitabilmente, nei periodi più freddi. In Olanda, dove l'Amsterdam Arena spicca per i suoi 3 mila metri quadrati di ristoranti, bar e negozi, se proprio devono farlo, preferiscono sospendere l'intera giornata e non solo due o tre partite di un turno di campionato

Il campionato, con tutte queste partite rinviate, non rischia di risultare "falsato"? – Proprio su quest'ultimo punto vorrei farvi riflettere e chiedervi se con tutti questi differimenti, il campionato non possa risultare leggermente alterato o, quanto meno, stravolto. Se, nel finale di stagione, è richiesta a gran voce la "contemporaneità" delle gare, per evitare "biscotti e torte" varie, per quale motivo non mettere in pratica, anche adesso, lo stesso concetto? Scendere in campo conoscendo in anticipo il risultato dell'avversario rimane, a mio modo di vedere, un gran vantaggio: un "bonus" che, a questo punto, potrebbe favorire non solo la Juventus (già sgravata da impegni europei), ma anche tutte quelle squadre che, in coda, se la giocano "punto a punto" con la concorrenza per salvarsi da una retrocessione che, metaforicamente parlando, brucerebbe parecchio.

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