Leonardo Bonucci ha redarguito il giovane compagno di squadra Moise Kean per aver esultato sotto la curva del Cagliari in occasione del 2-0 fomentando gli animi di chi attendeva solamente l'occasione per dar becero sfogo al proprio istinto razzista. Sui social, l'esperto difensore centrale aveva anche spiegato che la ‘colpa' del compagno era al 50%, dunque complice di un finale di partita che poi ha scatenato feroci dibattiti e polemiche sul tema del razzismo nel calcio.

Le ‘conferme' di Giulini sulle ‘colpe' di Kean

Anche il presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini, indirettamente e senza fare nomi e cognomi aveva confermato nel post gara ai microfoni di Sky mentre discuteva sul ‘moralismo' di certi commentatori sportivi, a difesa dei propri tifosi, confrontandosi in studio con Daniele Adani: "Nel dopo partita alcuni giocatori della Juventus ci hanno confermato che hanno considerato sbagliato il comportamento di Kean". Insomma, si è sviluppata una tesi secondo la quale il giovane attaccante bianconero ha dato il fianco agli insulti e che li avrebbe potuti evitare senza una esultanza così palesemente provocatoria. Una ‘colpa' che Bonucci ha diviso al 50 per cento tra Moise e il gruppetto dei tifosi del Cagliari che ai fischi ha aggiunto anche gli ululati razzisti.

L'ironia di Sterling e il ‘precedente' in Montenegro

Ma c'è chi ha preso le distanze dallo stesso Bonucci ed è stato Raheem Sterling, giocatore di colore del Manchester City e della nazionale ingelse: "La colpa è 50-50? Non rimane che ridere" ha scritto su Instagram condannando anche le dichiarazioni del bianconero che redarguiva Kean. Anche perché proprio Sterling era stato recentemente oggetto di insulti con la maglia dei Tre Leoni in Montenegro in occasione della partita per le qualificazioni europee. Anche in quel caso, dopo un gol, lo stesso Sterling si era rivolto allo stadio portandosi le mani alle orecchie.