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Ranieri: “Il segreto? Siamo come le Frecce Tricolori, sempre in verticale. E vinciamo”

In una intervista esclusiva a Fox, il tecnico del Leicester confessa i segreti del successo: “Non siamo bravi nel possesso palla, pecchiamo di personalità, in difesa siamo lenti. Ma ho spiegato ai ragazzi che se giochiamo in verticale diamo il meglio di noi stessi. Siamo come uno scalatore: guardiamo solo la vetta davanti a noi, il resto non conta”
A cura di Alessio Pediglieri
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A un passo dal sogno, mentre già si festeggia il traguardo epocale dell'arrivo in Champions League, per il Leicester è iniziato da un paio di settimane il contdown più importante, quello verso il titolo. Non importa che il Tottenham abbia approfittato del pareggio delle Volpi per avvicinarsi a -5 e nemmeno che Vardy sia stato espulso e verrà squalificato: gli uomini di Ranieri continuano a guardare a casa propria consci che il destino è nelle proprie mani e non nei risultati altrui. Proprio il tecnico italiano, sempre più al centro delle cronache inglesi e non solo in esclusiva a Fox Sports all'interno dello speciale "Il Favoloso Leicester" ha raccontato altri particolari di questa incredibile avventura sportiva. In attesa anche di scegliere il proprio futuro, visto che era stato inserito tra i papabili del dopo Conte, proposta che al momento è stata rispedita al mittente.

La scalata verso la vetta

Un Leicester campione d'Inghilterra. Oramai se lo aspettano tutti e tutti fanno il tifo per le Volpi di Ranieri che guidano la classifica in pratica da inizio stagione meritando un titolo che ha già riscritto la storia del calcio internazionale. C'è chi sta preparando un film su Vardy e i suoi compagni, chi sta vagliando il terreno per il prossimo mercato dove molti giocatori potrebbero partire a peso d'oro e chi, invece, resta coi piedi per terra, vivendo giorno dopo giorno senza pianificare altro se non la preparazione alla prossima partita: "Siamo come uno scalatore, non guardiamo sotto, guardiamo sempre avanti. Sappiamo che il nostro destino lo scriviamo noi"

Le Volpi Tricolori

E' Claudio Ranieri che confida: "Quando arrivai non cambiai nulla: i ragazzi giocavano come sapevano. Poi, pian piano ho spiegato i vantaggi di sfruttare al meglio le nostre caratteristiche, come la corsa e il gioco in verticale. Non siamo abili nel possedere la palla ma bravissimi a tagliare il campo in due. Ai miei giocatori dico che siamo come la Raf (Royal Air Force), o le Frecce Tricolori, perché andiamo sempre in verticale per colpire con più facilità".

 

Dalla retrocessione al titolo

Quando Ranieri arrivò, confida, la richiesta della società era ben diversa: sapere se c'erano i margini per salvarsi e se fosse rimasto anche in caso di retrocessione in Championship: "Al figlio del presidente dissi di non preoccuparsi, sarei rimasto. Lui mi garantì un acquisto in difesa da 7 milioni di euro. Ci fu subito intesa, senza aspettative. I ragazzi hanno sempre fatto ciò che hanno sentito di poter fare, io ho solo cercato di mediare tra ciò che pretendevo e ciò che riuscivano ad esprimere in campo. Spero di restare qui a lungo".

Addio Italia

Uno ‘schiaffo' alla Figc e alla Nazionale: con un Leicester così, non c'è Italia che tenga. "Onorato. Onorato di essere stato accostato agli Azzurri per il dopo Conte ma non lascio. Ho toccato con mano e conosco il mio lavoro, quello da Ct non fa per me. Io ho bisogno della quotidianità anche se non parlo molto: vedere i giocatori 3-4 volte solo prima delle partite non fa per me. Parlo paco in genere, ma il contatto e la presenza sono fondamentali sempre".

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