A Napoli si cambia. Dopo aver assodato la partenza di Pepe Reina, anche Rafael Cabral Barbosa lascerà il club azzurro al termine di questa stagione e ai microfoni di Radio Kiss Kiss il portiere azzurro ha voluto salutare la squadra e i tifosi per gli splendidi momenti trascorsi insieme: "Ho passato qui cinque anni eccezionali, sento questa città come casa mia. Vado via soddisfatto e gioioso portando tanti amici nel cuore, che sembra che conosco da sempre". Il portiere brasiliano si è soffermato sullo scudetto sfumato nelle ultime giornate e sull'importanza di Maurizio Sarri nella gestione del gruppo:

Non c’è rammarico per non aver vinto, ci siamo allenati bene, abbiamo sofferto e usciamo a testa alta da questo campionato. Spero che nella prossima stagione, questa squadra possa finalmente ottenere questo successo. Il mio futuro? Vorrei restare in Italia o Europa, il mio ciclo al Napoli è finito e le possibilità di restare in serie A ci sono. Ovviamente la mia priorità sarà far bene, ma seguirò sempre il Napoli perché la sua gente mi è rimasta nel cuore. Sarri? È l'allenatore ideale, vive ogni allenamento al massimo. Sa accendere nel cuore qualcosa di diverso, è il massimo per qualsiasi club.

Arrivato a Napoli con Rafa Benitez, il futuro del portiere brasiliano è ormai lontano dalla città campana ma sarà ancora in Europa perché Rafael non ha intenzione di tornare in patria:

Ho deciso di andare via insieme alla mia famiglia, resterò in Italia o in Europa. Ringrazio tutta la società per quanto fatto negli ultimi anni, soprattutto quando mi infortunai: fu un problema delicato, ma una volta rientrato mi servì del tempo per tornare al massimo. Ho sempre lavorato tanto, spiace non aver avuto la possibilità di mostrare ancora il mio valore, ogni volta che sono andato in campo ho sempre dato il massimo. Vado via senza rimpianti, nessuno potrà cancellare quello che abbiamo fatto qui.

Indimenticabile per i tifosi del Napoli rimarranno le sue parate con cui ha aiutato la squadra a conquistare la Supercoppa Italiana del 2014: "Questa settimana ho rivisto quei rigori, mi è venuta la pelle d’oca. Ho parato solo i rigori che non avevamo studiato, l’ho sentito nel cuore quel rigore di Padoin. È stata una serata indimenticabile che porterò nel cuore tutta la vita".