"La decide sempre Koulibaly". Il grido si alza alto nel cielo juventino come rivincita di quel 22 aprile 2018 che fece tremare il mondo bianconero sotto l'incornata del gigante d'ebano azzurro. L'autorete al 93′ che ha consegnato il successo alla Juventus per 4-3 ha cancellato definitamente quell' "affronto" che Koulibaly osò fare portando il Napoli a -1 a 4 turni dalla conclusione e riaprendo il campionato. Nella sfida di sabato sera non c'era in palio nulla se non qualche conferma estiva e tre punti per la classifica parziale della seconda giornata. Eppure, la sconfitta allo JStadium brucia come fosse stata una finale.

L'errore fatale dopo la rimonta straordinaria

A uscire animo e morale a pezzi è stato proprio Kalidou, consolato in campo da compagni ed avversari, distrutto da quel tocco maldestro di ginocchio che ha beffato Meret infilando la palla nel ‘sette' all'ultimo minuto di una partita infinita per emozioni. Una beffa che fa da contraltare all'esultanza di Manolas, Lozano, Di Lorenzo, tre volti nuovi di un Napoli che si è ripresentato al via con il look rifatto al meglio.

L'orgoglio del gigante ferito

È un autogol che mi fa male perché è arrivato dopo una rimonta incredibile. Mi dispiace ma devo, dobbiamo accettarlo: siamo forti. L’abbiamo dimostrato. Lo dimostreremo!

Per KK il destino ha scelto ancora una volta la Juventus, nella tana bianconera, allo JStadium, ancora una volta quasi all'ultimo minuto. Nell'aprile 2018 era il 90′, oggi è stato il 93′. Poco cambia, tutto cambia perché questa volta la porta è quella sbagliata, la propria. Un'autorete arrivata dopo una gara difficile, in salita, in cui l'intesa con Manolas ha mostrato tutte le crepe di chi ancora con l'intonaco fresco subisce martellate violente come quelle di Danilo, Higuain, Cristiano.

Eppure, le dichiarazioni di Koulibaly a fine partita, rilanciano il difensore senegalese come simbolo della sfida alla Juventus, che non si ferma anzi, si rilancia. "Siamo forti, lo abbiamo dimostrato", il nuovo grido di battaglia del gigante ferito. Che non cade, barcolla e riprende il suo posto in difesa del sogno napoletano.