Quattro bomber a quota 14 gol, in A non accadeva da 15 anni

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Hubner, Di Vaio, Vieri, Doni e Trezeguet i protagonisti di ieri. Oggi la scena è occupata dagli argentini, Icardi e Higuain, Dzeko e Belotti. Sono loro i nuovi ‘Re del gol’ in Italia.
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Non accadeva dalla stagione 2001/2002 che ci fossero quattro calciatori a quota 14 reti nelle prime 21 giornate di campionato. Cosa significa? Che in Serie A il peso dei bomber è tornato a essere decisivo. A giudicare dai protagonisti non è un dato che sorprende, anzi conferma la qualità ritrovata degli attaccanti, come sottolineato anche dal dato raccolto dalla Opta. ‘Cecchini implacabili' di oggi al raffronto con quelli di ieri: Mauro Icardi dell'Inter è il capocannoniere con 15 centri, Gonzalo Higuain eccelle in quanto a media realizzativa calcolata in base al rapporto gol/minuti giocati. Due argentini nel segno della migliore tradizione delle punte sudamericane, accanto a loro però campeggiano Belotti del Toro – che regge la concorrenza della ‘legione straniera' – e Dzeko, croce e delizia della Roma di Spalletti.

Rewind, viaggio a ritroso nella storia dei bomber. Come salire a bordo della Delorean e fare un salto indietro nel tempo quando a occupare la scena erano illustri predecessori che hanno scritto le pagine più belle del calcio italiano e internazionale. Scorrendo la speciale classifica ci sono nomi che ancora oggi hanno un fascino particolare sui tifosi… chi sono? Eccoli, a cominciare da Christian Vieri, l'ex attaccante della Nazionale che in A ha vestito le maglie delle società più importanti quali Juventus, Milan e Inter oltre a quella dell'Atletico Madrid nella Liga.

Di ‘garra' ne aveva abbastanza da dominare in area di rigore. Trezegol è un mito per i sostenitori bianconeri e un cruccio per chi ricorda ancora la prodezza balistica che all'Europeo affondò le speranze dell'Italia di Zoff. Di Vaio e Doni completano la rosa dei nomi ma la ciliegina sulla torta è Dario Hubner, il ‘bisonte' goleador divenuto icona del Brescia e di una provincia che sapeva stare al cospetto delle grandi senza abbassare lo sguardo.

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