Più efficace di Icardi, che in A è capocannoniere con 15 gol. Più dirompente di Belotti e Dzeko, entrambi a 14 reti come Gonzalo Higuain. A Napoli era il terminale offensivo assoluto della manovra disegnata da Sarri, a Torino non ha più la centralità esclusiva dell'attacco ma si conferma implacabile quando azzanna le difese e poi punta la porta. E' successo anche contro la Lazio, la rete realizzata di suola anticipando il marcatore è la fotografia del bomber che in area di rigore fiuta l'occasione, sa dove piazzarsi, sa qual è il momento giusto per colpire, sa come far male.

Le cifre. Il gol è come il richiamo della foresta, l'argentino ha numeri che ne registrano la pericolosità e soprattutto ne scandiscono la media realizzativa: è la migliore in campionato tenendo conto del rapporto percentuale (31.11%) tra minuti giocati (1409) e numero di gol segnati (14). Alle spalle dello juventino c'è il ‘gallo' del Torino, rivelazione della stagione in corso che annovera le stesse marcature dell'ex partenopeo (14) ma si ferma a quota 28% in relazione al maggior numero di minuti disputati. Stessa sorte per Icardi (22.39%, 15 gol e 1890′) e Immobile (17.74%, 11 centri e 1849′). E Dzeko trascinatore della Roma? Il bosniaco resta in fondo alla speciale graduatoria calcolata dalla Opta: l'ex City ha una media del 14.89% considerati i 14 gol realizzati in 1789 minuti.

Dries Mertens intruso. Il belga è un'ala sinistra che, complice l'infortunio di Milik e la necessità da parte di Sarri di reperire alternative in attacco, ha saputo reinventarsi nel ruolo di prima punta. Da ‘falso nueve' a ‘vero nueve' capace di ritagliarsi uno spazio tra gli attaccanti del campionato grazie alle 12 reti segnate in azzurro e a una media del 21.82% che lo esalta in rapporto anche ai 1275 minuti giocati.