La domanda non è "perché il Milan sta lasciando andare Gonzalo Higuain?" ma "perché l'ha preso se non poteva permetterselo?". Che la presidenza cinese avesse lasciato macerie sui conti si sapeva. L'aver evitato il taglio dalle Coppe da questa stagione (ma può avvenire qualora entro il 2021 non si adempia al piano di rientro finanziario) è stato come salvarsi in calcio d'angolo. Che la Uefa, nonostante l'egida del Fondo Elliott, non avrebbe fatto sconti anche era noto e sarebbe bastata un po' di ‘saggezza da brava massaia' per capire che se hai un budget limitato nemmeno con un artifizio di mercato fai ritorno a casa col paniere della spesa pieno…

L'escamotage studiato da Leonardo, però, non ha prodotto sul campo i dividendi sperati nella stanza dei bottoni. Anzi, a giudicare dalla mole d'investimento prevista si può dire che l'ingaggio del Pipita s'è rivelato un grande flop. Sei mesi mandati ‘al diavolo' fino a mandarsi ‘al diavolo' per davvero con l'epilogo grottesco della Supercoppa tra assenze misteriose in foto, febbri improvvise e 20 minuti giocati per atto di presenza perché il mister chiama e ti butta nella mischia.

Il rendimento al Milan di Gonzalo Higuain (fonte Transfermarkt)
in foto: Il rendimento al Milan di Gonzalo Higuain (fonte Transfermarkt)

L'attaccante argentino era arrivato nell'estate scorsa a margine dell'operazione Juve-Milan con lo scambio Bonucci-Caldara/Higuain, accompagnato dall'entusiasmo dei tifosi passati dal terrore di trovarsi sul ciglio del burrone all'euforia per una campagna acquisti che prometteva meno ansie rispetto al recente passato, corsa al quarto posto e qualificazione in Champions League. Il Pipita va via adesso senza troppi rimpianti dopo 170 giorni condotti sulle montagne russe tra le discese ardite all'inferno e le risalite improvvise fino alle prime posizioni, salvo scivolare di nuovo tra i rincalzi.

  • In 6 mesi è costato al Milan circa 18 milioni di euro. Come si arriva a questa cifra? E' la somma di metà dei 18 milioni previsti per attivare il prestito oneroso (con diritto di riscatto fissato a 36 milioni) e del lordo dei circa 4.5 milioni di stipendio versati all'argentino al momento del trasferimento. Un attaccante preso in leasing nemmeno fosse una vettura di lusso, pagato 795 mila euro a presenza e 9.403 euro per ogni minuto giocato, poi scaricato perché a bilancio pesa 2.187.500 euro a gol (su 22 presenze, 8 complessivi di cui 6 in Serie A e 2 in Europa League). Il primo in partite ufficiali risale al 16 settembre scorso con il Cagliari, l’ultimo invece prima della sosta contro la Spal dopo un digiuno che durava da fine ottobre (a segno con la Samp), 9 gare a bocca asciutta.

Una disfatta scandita anche da altri particolari negativi: 4 gare saltate in campionato (2 per un problema muscolare, Empoli e Sassuolo; 2 per squalifica, Lazio e Parma); 1 in Europa League (contusione alla schiena, Real Betis) e la presenza a Jeddah buona solo per le annotazioni statistiche; 1 rigore sbagliato (contro la Juventus); 1 espulsione (contro la Juventus per la rabbia contro Mazzoleni).