Cavani o Diego Costa al Napoli costano quasi la metà di Icardi. In vigore dal 1° maggio, i nuovi incentivi fiscali rendono ancora più appetibile e più ampio il regime che da qualche anno mira ad attrarre in Italia "capitale umano". L’agevolazione (la quota di reddito soggetta a tasse scende al 30%, e addirittura fino al 10% per chi si trasferisce in una regione del Mezzogiorno) prevista dal nuovo “Decreto Crescita” (il Decreto legge n. 34 è stato pubblicato lo scorso 30 aprile nella Gazzetta Ufficiale) è alla portata di tutti coloro che si trasferiranno dal 2020 nel Bel Paese indipendentemente dal fatto che si tratti di cittadini italiani o stranieri senza particolari qualifiche e anche mai residenti in Italia.

Italiani di ritorno ma anche tanti top player

Tale agevolazione si applicherà a tutti i lavoratori (su redditi da lavoro dipendente, autonomi e anche di impresa) che non siano stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti e che si impegnino a risiedere per almeno due anni e a svolgere prevalentemente attività lavorativa in Italia e durerà per cinque anni. Il Decreto è stato letto, giustamente, come una grande opportunità per tanti settori dell’economia, compreso il calcio. A partire dalla prossima sessione di calciomercato potrebbero infatti tornare in Italia non solo allenatori come Antonio Conte o calciatori come Marco Verratti, fuori confine da oltre un biennio, ma anche una platea potenzialmente enorme di top player.

Napoli, la big più “attraente” d’Italia

Tra le big italiane la squadra che maggiormente potrà trarre beneficio dal nuovo Decreto Crescita è senza ombra di dubbio il Napoli del presidente Aurelio De Laurentiis, unica fra le società di vertice del calcio nostrano del Sud Italia e quindi unica a consentire agli eventuali nuovi acquisti (che rientrino nei parametri di cui sopra) di poter usufruire della tassazione più bassa possibile sul proprio reddito da lavoratore dipendente dato che, come già accennato, per chi si trasferirà nel Meridione la quota di reddito soggetta a tasse è solo del 10%.

Quanto costerebbe ai partenopei il ritorno di Cavani?

Per questo andiamo a vedere quanto effettivamente ciò potrebbe influire sul prossimo calciomercato del club partenopeo. Prendiamo per esempio il ritorno dell’ex centravanti azzurro, mai dimenticato ai piedi del Vesuvio, Edinson Cavani che oggi al Paris Saint-Germain guadagna 10 milioni di euro netti all’anno. Mantenendo lo stesso ingaggio percepito sotto la Tour Eiffel, al Napoli l’uruguayano annualmente costerebbe circa 10,5 milioni di euro lordi (prendendo un calciatore che già risiede in Italia invece il lordo sarebbe di quasi 20 milioni di euro all’anno per intenderci). Se invece il Matador dovesse essere acquistato da un altro top club italiano che abbia sede nel centro o nel Nord Italia il suo ingaggio netto annuale da 10 milioni di euro costerebbe al club circa 11,5 milioni (qui infatti la quota di reddito soggetta a tasse sale al 30%).

Diego Costa più conveniente di Icardi

Stesso discorso varrebbe dunque per il brasiliano naturalizzato spagnolo Diego Costa, altro obiettivo di mercato del Napoli, che al momento all’Atletico Madrid percepisce un ingaggio netto da 8,5 milioni di euro all’anno. Uno stipendio che alla società partenopea costerebbe annualmente al lordo quindi circa 8,925 milioni di euro mentre a Juventus, Milan, Inter, Roma o Lazio circa 9,728 milioni. Per comprendere quanto queste agevolazioni favoriscano il mercato esterno rispetto a quello interno basti pensare che lo stesso ingaggio pattuito invece con Mauro Icardi, che non usufruirebbe delle agevolazioni del Decreto Crescita, costerebbe a qualunque club decida di acquisirlo circa 17 milioni di euro per ogni 12 mesi di contratto. Ipotizzando dunque che qualunque sia la scelta si opti per un accordo quadriennale l’investimento per i campani, costo del cartellino a parte, sarebbe di 35,7 milioni di euro nel caso dell’attaccante ex Chelsea, di 42 milioni per Edinson Cavani e di 68 milioni per l’attuale numero #9 dell’Inter. E’ stata letta, giustamente, come una grande opportunità per tanti settori dell’economia, compreso il calcio.

Diritti d’immagine: arma in più per De Laurentiis

Se a ciò si aggiunge anche il fatto che le agevolazioni del nuovo Decreto Crescita riguardano anche la gestione dei diritti di immagine (se il calciatore li lascia alla società sono detassati del 90%), punto focale della politica aziendale del patron De Laurentiis, e che il cartellino del nerazzurro (più giovane di 5/6 anni rispetto ai due pariruolo citati in precedenza) costi certamente di più, appare ancora più evidente come dal punto di vista strettamente economico l’acquisto di Edinson Cavani o di Diego Costa sia nettamente più conveniente rispetto a quello dell’argentino portato in Italia dalla Sampdoria.