Il prossimo 22 ottobre si eleggerà il nuovo presidente della Federcalcio. L'esito della consultazione, però, è scontato considerata la presenza di un solo candidato, Gabriele Gravina che si presenta all'assemblea forte del 63% dei consensi. Salvo franchi tiratori o ribaltoni dell'ultima ora, sarà lui il nuovo numero uno della Figc dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio e il periodo di commissariamento sotto la gestione di Roberto Fabbricini.

Cosa aveva detto. Nei giorni scorsi aveva fatto discutere alcune dichiarazioni di Gravina: motivo del contendere, la posizione espressa sul numero degli scudetti che la Juventus si attribuisce (36) rispetto alla conta ufficiale della Federazione (34) dopo i titoli (2) revocati in seguito a Calciopoli e alla condanna sportiva inflitta alla società bianconera.

La Federcalcio non può usare il pallottoliere per contare gli scudetti di una società – aveva ammesso nell'intervista a ‘Il Messaggero' -. Abbiamo diffidato la Juventus, ma se loro continuano a dirlo, cosa facciamo? Ognuno rimane della propria idea.

Inevitabile le polemiche per quelle affermazioni. Possibile che il futuro presidente della Federcalcio liquidi con superficialità ciò che è stato frutto di sentenze emesse da quella giustizia sportiva organo della Federazione di cui sarà massimo esponente tra pochi giorni? E' stato lo stesso Gabriele Gravina a intervenire sulla vicenda chiarendo le proprie affermazioni e mostrando un atteggiamento più determinato sull'argomento.

Ho fatto una distinzione tra quello che pensa un singolo e l'albo Figc – ha spiegato a Libero – che stabilisce formalmente il numero dei titoli. La Juve ritiene di avere 36 scudetti? E' un problema suo, sbaglia. Ne ha 34. Bisogna accettarlo e va rispettato. Cosa si può fare per far capire alla Juve che non ne ha 36 ma 34? Non lo so… Anche io potrei dire di aver vinto uno scudetto ma non ci crederebbe nessuno.