La Juventus si appresta a disputare la sua prima finale del 2019, la prima in assoluto con in campo Cristiano Ronaldo. Obiettivo, alzare al cielo il primo trofeo stagionale e aprire ufficialmente l'era di Cr7 con un successo in bacheca. Tutto fa pensare che l'obiettivo sia dietro l'angolo visto che il portoghese storicamente è un uomo da finale, spesso decisivo, e la caratura tecnica della squadra è decisamente superiore al Milan.

Tuttavia, c'è chi questa finale non la potrà giocare ma guardare solamente alla tv pur avendo fatto per tantissimi anni la storia bianconera: Gianluigi Buffon, emigrato in Francia la scorsa estate, al Paris Saint-Germain. Per lui resta il rammarico di essere partito proprio nell'anno in cui è approdato a Torino il vice Pallone d'Oro 2018.

Cristiano Ronaldo, solamente un avversario

Il club parigino ha confermato di avere degli obiettivi importanti e qui giocano Neymar e Mbappe che, devo dire, sono due motivi importanti per aver fatto questa scelta

E' vero, Buffon ha visto da vicino Cristiano Ronaldo in più di una occasione e lo conosce benissimo. Sia con la nazionale azzurra sia con la maglia della Juventus, ma sempre da avversario. Ed è indelebile lo smacco subito nella semifinale in cui Cristiano ha segnato forse uno dei più bei gol in carriera, con la rovesciata allo JStadium. Come compagno, però, sarebbe stato un evento più che eccezionale, un modo unico per chiudere la propria carriera.

Il rammarico e i motivi dell'addio

Invece, Buffon,in un'intervista rilasciata ad ‘Esporte Interativo'  potrà solamente tifare a distanza per i suoi vecchi compagni e per il fenomeno portoghese in maglia bianconera, anche se a Parigi non è certo privo di altri campioni, del calibro di Neymar, Cavani e Mbappè: "Nella mia carriera mi è sempre piaciuto giocare con i calciatori migliori. Penso di aver giocato con i calciatori migliori, anche se è chiaro che non puoi giocare con tutti, altrimenti dovresti cambiare squadra ogni anno. Sicuramente mi sarebbe piaciuto giocare anche con Ronaldo ma non è certo dipeso da me: uno dei motivi per cui ho continuato a giocare è che mi ha chiamato il Paris Saint-Germain".