La situazione del West Ham è sempre più critica. La squadra di David Moyes ha infatti perso in casa per 3 a 0 contro il Burnley, ed è a soli tre punti dal Crystal Palace e dallo Stoke City, che però deve ancora giocare nelle prossime ore con il City nel "Monday Night". I tifosi degli "Hammers" non hanno preso bene l'ennesimo passo falso della squadra (il terzo consecutivo) e hanno messo in scena una protesta davvero veemente.

Due hooligans, dopo la prima rete del Burnley al minuto 66, hanno infatti invaso il terreno di gioco e corso liberamente sul campo per alcuni secondi prima dell'intervento capitano del West Ham (che ha placcato uno dei due) e degli addetti alla sicurezza che hanno bloccato anche il secondo invasore. Quando tutto sembrava rientrato nella normalità, gli altri due gol degli avversari degli Hammers hanno però dato vita ad altre due clamorose invasioni.

La fuga dei proprietari del club

Dopo il terzo gol, altri tifosi del West Ham sono infatti entrato in campo e uno di loro, dopo aver preso la bandierina, è andato a piantarla nel cerchio del centrocampo in segno di protesta contro l'attuale proprietà e nonostante l'intervento di alcuni giocatori della squadra di casa. Nel grande putiferio generale, tra i più bersagliati dai cori dei tifosi anche Angelo Ogbonna: preso di mira dalle invettive di un tifoso placcato dagli steward.

Il clima surriscaldato, sia in campo che sulle tribune, ha così costretto i proprietari Gold e Sullivan a lasciare lo stadio per ragioni di sicurezza e i giocatori del Burnley a far sedere sulla loro panchina alcuni bambini spaventati per quanto stava accedendo. La quattordicesima sconfitta in Premier League, e la paura di una clamorosa retrocessione, ha dunque acceso il pomeriggio di Londra. La triplice invasione verrà analizzata dalla Football Association nelle prossime ore. Per il West Ham c'è il rischio di una multa e di una squalifica del campo.