Liverpool e Tottenham in Champions, Arsenal e Chelsea in Europa League. Quattro semifinaliste su otto sono squadre della Premier League, con un pizzico di fortuna la ‘perfida albione' può fare en-plein e mettere il cappello su entrambe i trofei continentali. Così fosse, la superiorità sarebbe schiacciante. E' già netta, a testimonianza di un Paese che non è più quello aggrappato a vecchi stereotipi tattici ma è cresciuto, ha investito, studiato, scommesso su se stesso, implementato il proprio business fino a toccare cifre alle quali in Italia non arriva nemmeno la Juventus.

Volete un esempio? Secondo una simulazione sui ricavi dei diritti tv appannaggio dei club di Serie A per la stagione 2018/2019 a incassare la somma più alta sono i bianconeri: 85.3 milioni di euro, seguiti da Inter (83.7), Napoli e Roma (77 e rotti). Se credete siano tanti vi sbagliate, la somma è tutt'altro che ragguardevole se raffrontata con quanto ha percepito nel 2017/2018 il West Bromwich Albion, retrocesso in Championship: circa 95 milioni di sterline (107 in euro). L'ultima (e piccola) società del campionato d'Oltremanica dispone di un tesoretto superiore perfino a quello della ‘vecchia signora', dominatrice assoluta da otto tornei consecutivi. Il confronto diventa impietoso in riferimento agli introiti delle squadre più forti e ricche della Premier: si va dai 142 milioni e rotti dell'Arsenal ai 150 (170 milioni in euro) delle due torri di Manchester, City e United.

I numeri dicono molto ma non è solo questione di soldi, che non bastano a spiegare tutti gli aspetti della questione. Sostenere che gli altri vincono solo perché hanno più risorse a disposizione è una fesseria. Il ‘lato b' della medaglia è rappresentato da un altro aspetto: il gioco, la forza fisica, la mentalità, la preparazione, l'organizzazione e quant'altro contribuisce ad alimentare uno spettacolo che va in scena in stadi moderni, funzionali, capaci di produrre reddito. "Sono contento di quelli che fanno il calcio spettacolo, per me lo spettacolo lo si va a vedere al circo", disse Massimiliano Allegri scacciando così da sé le critiche più feroci al non-gioco della sua Juventus.

Chi ha apprezzato Tottenham, Liverpool, Arsenal, Chelsea (con un pizzico di nostalgia per Sarri) e al tempo stesso visto i bianconeri armati di CR7 barcollare e poi cedere di schianto all'Ajax, oppure il Napoli e l'incerto Meret prendere gol da 40 metri per una barriera piazzata male, può comprendere quale sia la cifra del nostro calcio. Comparsa. Dissolvenza. The end, tutti a casa.