Come ha fatto Florentino Perez a far cambiare idea a Zinedine Zidane? Perché il tecnico, che aveva già detto no a un ritorno immediato, s'è convinto e ha accettato di nuovo la panchina del Real Madrid? Quali sono state le condizioni che ha posto, dinanzi alle quali il presidente non ha potuto dire no? Il giorno dopo il conferimento dell'incarico ufficiale e della firma messa in calce al contratto fino al 2022 i giornali spagnoli lasciano filtrare indiscrezioni sui termini dell'accordo: questioni tecniche e gestionali prima ancora che ragioni di carattere economico.

"Dimmi cosa ti serve, lo avrai". E' stato questo il tenore del colloquio tra massimo dirigente e allenatore. Perez sapeva che solo intorno al nome di Zizou sarebbe riuscito a ricreare quella armonia gettata alle ortiche assieme agli obiettivi stagioni caduti uno alla volta: il campionato, la Coppa del Re e la Champions… 200 giorni dopo il trionfo di Kiev contro il Liverpool si ritrova con un pugno di mosche e di polemiche in mano, uno spogliatoio in subbuglio (la lite tra Ramos e Marcelo ne è stato segnale ulteriore) e un tecnico (Solari dopo Leopetegui) inviso a buona parte della rosa. Solo il francese poteva riportare unità d'intenti ed è per questo che l'ha preferito a José Mourinho, una scelta troppo di rottura in un momento in cui è necessario ripartire da alcuni punti fermi.

"Qua la mano, presidente". La stretta di mano c'è stata una volta che Zidane ha visto soddisfatte tutte le proprie richieste: garanzie sul mercato (in entrata e in uscita) piazzando almeno un grande colpo; avere mani libere nella gestione del gruppo, perché se è stato chiamato per rimettere le cose a posto, vuol farlo secondo la propria visione e senza (troppe) ingerenze esterne.

  • Chi può partire. Il primo nome in cima alla lista delle cessioni è Gareth Bale, un addio messo in conto anche per il peso economico del calciatore rispetto al rendimento avuto in questi anni, spesso condizionato da una condizione fisiche messa a dura prova dagli infortuni. Valigia pronta o quasi anche per Karim Benzema, la cui carta d'identità collide con la volontà di un club di rinnovarsi. Via anche uno dei portieri, perché a Zizou non sembra piacere l'eccessiva concorrenza tra i pali e allora uno tra Courtois e Navas deve necessariamente essere ceduto.
  • Le cessioni da bloccare. Isco, finora messo in secondo piano per la rottura con Solari, sembrava destinato alla partenza a fine stagione. L'arrivo di Zidane cambia gli scenari per l'ex Malaga: sarebbe stato proprio il tecnico francese a chiedere la conferma del trequartista spagnolo. Stessa opzione per il terzino brasiliano accostato alla Juventus e nelle ultime ore indicato quale uno dei calciatori imprescindibili per ripartire.
  • No a Neymar e James Rodriguez. Nel Real Madrid che ha in mente Zidane non dovrebbe esserci spazio per la stella della Seleçao e del Psg. La presunta maxi offerta economica da recapitare a calciatore e club per convincerlo a trasferirsi in Spagna non ci sarà (o non dovrebbe esserci). Così come al termine del prestito biennale al Bayern Monaco, in caso di mancato riscatto, servirà trovare altra sistemazione a James Rodriguez.
  • Qual è il sogno di mercato? Detto di Hazard, il cui nome è già nell'orbita del Real Madrid da tempo, il vero obiettivo di Zidane è uno solo: il talento transalpino Kylian Mbappé, il calciatore che tra le merengues può rappresentare il Cristiano Ronaldo del futuro.