Polemica Pep-Barça, parla Vilanova: “Non c’era quando ho avuto bisogno di lui”

Terzo capitolo della saga blaugrana. Riassunto delle puntate precedenti. Pep Guardiola dal ritiro italiano del Bayern Monaco attacca il Barcellona, reo di avere "utilizzato la malattia di Tito Vilanova" contro di lui, un affronto imperdonabile e inammissibile. L'attuale tecnico dei bavaresi va oltre e sottolinea come il club catalano abbia strumentalizzato la vicenda, non lasciandolo in pace nemmeno a 6 mila chilometri di distanza. A rispondere a Guardiola ci pensa il presidente del Barcellona, Sandro Rosell che smentisce le accuse: "E' tutto da dimostrare, non capisco a cosa si riferisca. Sono polemiche che fanno male solamente al club". E riapre le porte a Pep: "Se volesse tornare, magari da presidente, nessun problema. Anzi, io lo voterei".
La verità di Tito – Adesso si aggiunge un altro capitolo alla piccola saga sul mistero di ciò che possa essere accaduto negli ultimi mesi attorno alla società blaugrana. Così, tirato per il colletto da più parti, ha deciso di parlare anche Tito Vilanova, l'oggetto del contedere, l'anello di unione delle polemiche tra Guardiola e il Barcellona. E lo ha fatto in conferenza stampa, in modo ufficiale. "Cerco sempre di evitare le polemiche personali, e di parlare di calcio, ma non credo che la giunta direttiva del club abbia utilizzato la mia malattia per attaccare Guardiola. A me hanno aiutato sempre nel miglior modo possibile. Quando sono arrivato a New York per curarmi Pep è venuto due giorni a farmi visita, ma riteneva fosse meglio che non ci vedessimo.
In due mesi non ci siamo più visti, ma non è stato per colpa mia, fu lui a decidere. Era un mio amico, e avrei avuto bisogno di lui. Ero io che stavo male, che passavo un momento difficile, ero io che avevo bisogno. Invidia? Fu lui a dirmi di accettare, quando mi proposero il posto di primo allenatore".
Adesso si attende il quarto atto. Ma sarebbe il caso che finisse qui, una commedia degli equivoci di cui nessuno sentiva il bisogno.