Perché Massimiliano Allegri in settimana ha deciso di lasciare i social, chiudendo i suoi profili? Il tecnico bianconero ha spiegato i motivi della sua scelta nella conferenza stampa della vigilia di Napoli-Juventus, dichiarandosi stupito per il clamore sollevato dalla vicenda. A provocare stupore in Allegri anche le critiche considerate eccessive per il flop nella sfida d'andata degli ottavi di Champions contro l'Atletico Madrid, in una competizione in cui nulla è scontato, con la sua squadra che ha dovuto fare i conti con diversi forfait.

Perché Allegri ha chiuso i profili social, la risposta nella conferenza stampa pre Napoli-Juventus

Massimiliano Allegri ha iniziato la sua conferenza stampa pre Napoli-Juventus parlando della scelta di chiudere i suoi profili social: "L'addio ai social? Questo è un problema. Uno perché scrivevo un messaggio dopo la partita, non sono mai stato un grande seguace, un fanatico di questi social e la ritrovo una cosa normale. Normale come sono entrato e normale come sono uscito. Ero a cena, parlavo non ricordo di cosa e ho deciso di chiudere i social. La trovo una cosa normale, un essere umano che esce dai social. Poi che succede a cena o che l'ispirazione di giocare con due centrocampisti mi viene la mattina, mi sorprende. Mi ha sorpreso questo clamore, chissà cosa c'è dietro… la strategia mondiale…. Solo uno che è uscito dai social. Poi se per qualcuno la preoccupazione era che scrivevo -20, -16 e non sa contare all'indietro dico che oggi mancano dieci giorni alla partita con l'Atletico"

Allegri e le tante critiche ricevute sui social

Ma quanto hanno influito le critiche dei tifosi della Juventus sulla scelta di Allegri? Anche in questo caso il tecnico si è detto stupito: "I commenti sui social? Non li leggo, li ho sentiti in giro e sono rimasto stupito, perché avevamo giocato con l'Atletico Madrid e nel calcio è anche questione di episodi e di centimetri. Le critiche ci sono, ma sono create da aspettative al di sopra della realtà. Poi in Champions dipende da vari fattori, se all'Atletico si fanno male tre calciatori certamente avrà dei problemi maggiori. A noi mancavano alcuni giocatori: Khedira, Douglas Costa e Pjanic che non stava bene. In campionato perdi la partita e poi puoi recuperare, in Champions se perdi è finita. Se le critiche arrivano da un presupposto giusto ok, ma se arrivano a causa di aspettative sbagliate allora non va bene. Il Real Madrid ci ha messo undici anni per vincere la ‘Decima'. Io lavoro con passione ed entusiasmo, i tifosi allo stadio mi hanno sempre rispettato e li ringrazio. Le critiche fanno parte del gioco e e le accetto se sono costruttive. Lavoro con grande passione ed entusiasmo e cerco di dare l'esempio con il mio comportamento".

Il futuro di Allegri e l'incontro con il presidente Agnelli

Oltre al caso social, il nome di Allegri nelle ultime ore è stato molto gettonato in chiave mercato. Possibile il suo addio alla Juventus, con i nomi di Conte e Zidane in pole per la sostituzione. Il tecnico toscano è concentrato sugli obiettivi stagionali e rimanda i discorsi sul futuro al post Atletico: "Ora abbiamo una bellissima partita in campionato, poi ci saranno l'Udinese e l'Atletico Madrid. Successivamente ci vedremo con il presidente per fare un punto della situazione e parlare del futuro. Abbiamo fatto un grande cammino, siamo in corsa per il campionato e per la Champions League ma ci dispiace per la Coppa Italia. Nelle mie 51 partite di Champions, la Juventus ha perso 11 volte, di cui due a Berna e a Siviglia dopo aver già passato il turno. Poi una l'abbiamo in casa con il Manchester, una a Monaco e le altre tra Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid, le uniche squadre sopra la Juve nel ranking".

Juventus, vincere a Napoli per ipotecare lo scudetto

Concentrazione massima in vista del Napoli. Una sfida da non sbagliare per i bianconeri, per avvicinarsi ulteriormente allo scudetto: "Il Napoli sta facendo un grande campionato, troveremo uno stadio pieno di gente e dobbiamo farci trovare pronti. Ci giochiamo 2/3 di scudetto, è questione di matematica. A livello mentale è una soddisfazione andar a battere la seconda, confermando quel che stai facendo durante il campionato. Perché alla fine vince sempre la squadra più forte e regolare. Il Napoli ha 59 punti, può arrivare anche a 90 e sono tanti. La Juventus ha fatto un campionato importante. A questo punto loro avevano 10 punti in più, noi 4 in meno. Vincere il campionato non è semplice, domenica scorsa a Bologna avevamo trovato delle difficoltà e soprattutto nel girone di ritorno è tutto più complicato. Finché la matematica non ti dà la certezza non bisogna fermarsi, i campionati si vincono con la quotidianità. Dovremo fare una partita di grande livello, è una serata importante per il calcio italiano dove si affrontano le due migliori squadre degli ultimi anni. In passato è stata una partita più tattica, questa volta credo sarà diversa