L’Europeo Under 21 che sta per cominciare, non è soltanto un appuntamento utile a mettere in mostra i talenti dei vari club internazionali, ma è anche un momento per analizzare al meglio la personalità di questi calciatori. Alcuni infatti, nel corso del loro percorso calcistico, hanno dovuto superare tante sfide e tante difficoltà per arrivare oggi ad indossare la maglia del proprio Paese.

Uno di questi è Lorenzo Pellegrini, centrocampista della nostra Italia, autentica rivelazione quest’anno con la maglia del Sassuolo allenato da Di Francesco. Cresciuto nelle giovanili della Roma, potrebbe anche seguire il “suo maestro” nell’avventura in giallorosso. Per lui, la vita, prima del successo, ha riservato una difficile sfida da superare che Lorenzo, come un grande campione, ha affrontato come un vero guerriero che non ha mai mollato, spinto dalla grande voglia di tornare subito in campo.

L’aritmia cardiaca proprio sul più bello

Pellegrini, nato il 19 giugno 1996 ha iniziato la sua carriera proprio nel settore giovanile della Roma giocando inizialmente da centravanti. Un ruolo che gli sembrava cucito addosso dato che era il più alto dei compagni di squadra, anche se non aveva i movimenti del classico numero nove, della vera punta. Nel corso della stagione 2010-2011 Pellegrini faceva parte della squadra dei Giovanissimi Nazionali ed ebbe per qualche mese il privilegio di avere come allenatore Vincenzo Montella, che guardandolo giocare e studiandolo con calma, decise di cambiargli ruolo.

Pellegrini viene spostato più indietro e dimostra a tutti, pure a se stesso, che in quella parte del campo avrebbe potuto davvero dimostrare il suo enorme talento. Il sogno del calcio professionistico e la scalata verso una carriera che già allora sembrava in discesa, ha rischiato improvvisamente di svanire quando gli fu tolta l’idoneità agonistica a causa di un’aritmia cardiaca.

Una battaglia da vincere

"Pelle”, insieme al papà, che l’ha sempre seguito in tuta la trafila delle giovanili, ma anche oggi, è costretto a fermarsi a causa di questo delicatissimo. Le visite riscontrarono alcune aritmie e quindi non gli fu concessa l’idoneità sportiva. Prima di quel momento, Lorenzo non aveva mai avuto problemi, fece delle analisi specifiche. Inizialmente i medici pensarono che si potesse trattare di un virus, magari un mal di gola o un’influenza.

Ma furono le analisi del sangue a dare l’esito definitivo e Pellegrini fu fermato per tre mesi. Spinto dalla gran voglia di tornare in campo, dopo altre approfondite analisi, anche con la stessa società Roma, dopo circa un mese ottenne l’idoneità. tornando a giocare. Sembrava tutto risolto, ma alla prima partita ufficiale si fratturò il quinto metatarso. Rimase fermo altri 30 giorni. Da quel momento in poi però, ha cominciato la sua scalata.

Il doppio stop e la scalata al successo

Un duro colpo per il ragazzo della squadra di Montella che pensava di essersi già buttato alle spalle l’aritmia per ricominciare a giocare a calcio come ha sempre sognato. Dopo la svolta con l’ex “aeroplanino”, la carriera di Pellegrini sembrava sulla buona strada, quello che lo avrebbe portato nel giro di qualche anno a respirare l'aria della Prima Squadra. Inizialmente, per quattro mesi gli era proibito persino allenarsi.

L’aritmia non era congenita ma temporanea, però dovette ricominciare da zero. Fece la preparazione a campionato in corso e poi, il giorno dell'esordio, un altro mese e mezzo di stop. Sembrava che il destino si fosse letteralmente accanito su di lui e invece, al contrario di quanto potesse pensare lui per primo, si riprese anche meglio, pronto a riprendere la strada che lo stava portando a piccoli passi verso la Prima Squadra.

Il suo ritorno in campo

Tornato in campo, superato anche l’infortunio rimediato in campo, dimostrò che quella posizione a centrocampo era proprio fatta per lui. Un salto di qualità importante che gli consentì di indossare la fascia di capitano della Primavera di Alberto De Rossi, papà di Daniele, l’idolo di Pellegrini. Negli occhi della dirigenza giallorossa c’è ancora quel gol, con un destro fantastico, che decise la sfida di Youth League con il Manchester City, seguito poi dall’esordio grazie a Rudi Garcia.

Ma la Roma non ha creduto completamente in lui e l’estate del 2015 lo ha ceduto per 1,25 milioni di euro al Sassuolo. I giallorossi però hanno ottenuto una clausola di riacquisto, ma dovranno sborsare 9 milioni di euro questa estate se vorranno riprenderlo. Oggi è uno dei migliori centrocampisti al mondo e difficilmente la Roma rinuncerà ad acquistarlo.

La stagione fenomenale al Sassuolo e l’Under 21

Come nelle favole più belle, Lorenzo Pellegrini, con costanza, determinazione e coraggio, è andato avanti per la sua strada senza mollare mai un secondo il sogno di scendere in campo nel campionato di Serie A. La cessione al Sassuolo, inizialmente vista, forse, come una sorta di bocciatura da parte della Roma di tenerlo in squadra, si è rivelata invece una vera fortuna per lui.

Quando segnò il suo primo gol in massima serie con la maglia dei neroverdi, contro la Sampdoria, il papà raccontò che nessuno a casa, neanche il fratello che l’ha sempre seguito, sapeva che giocasse quella partita. L’esultanza a quella realizzazione, fu vissuta quasi come una liberazione, sia da lui che dallo stesso Lorenzo che oggi vuole solo ripetere le sue splendide prestazioni in neroverde anche con la maglia della Nazionale italiana Under 21. Di Biagio ha grande fiducia in lui. Di Francesco invece, potrebbe riabbracciarlo per la prossima stagione a Roma.