Edson Arantes do Nascimento e Diego Armando Maradona per anni sono stati acerrimi rivali, seppur indiretti perché sul campo non si sono potuti sfidare, essendo nati a vent’anni di distanza. Dici Pelé e dici Maradona e pensi al calcio e pensi ai due più grandi calciatori di ogni tempo. Lo scettro, che Messi e Cristiano Ronaldo cercano di sottrar loro, quello di migliore in assoluto ha sempre portato i due a usare nei confronti dell’altro parole feroci. Gli scontri verbali non sono mai mancati, come i colpi bassi.

Ma anche in una grande rivalità arriva il momento in cui si sotterra l’ascia di guerra e il rispetto supera ogni cosa. A Mosca in occasione del sorteggio di Russia 2018 i due grandi numeri 10 si sono incontrati. Il brasiliano per la prima volta in pubblico si è mostrato in sedia a rotelle. Maradona lo ha visto e gli ha dato un bacio sulla fronte, che come d’incanto sembra aver cancellato fiumi di parole e una rivalità durata più di trent’anni.

La foto con Diego, Pelé e Putin

Prima del sorteggio i tanti ospiti si incontrano dietro le quinte. Diego Armando Maradona è uno degli otto calciatori che devono effettuare il sorteggio. Il presidente della Russia Vladimir Putin li incontra tutti e incontra anche il grande Pelé, che si presenta in carrozzina. Gli altri ex grandi calciatori vedono Pelé, gli vanno vicino, vogliono salutarlo, ci sono anche campioni titolatissimi come Matthaeus, Schmeichel e Fabio Cannavaro. La mano al brasiliano la stringe anche il presidente russo, molto sorridente. Poi con un passo felpato spunta Diego Armando Maradona che vedendo l’ex numero 10 del Brasile si intenerisce, forse pensa pure ai suoi problemi di salute, gli si avvicina lo abbraccia e lo bacia.

La pace tra Pelé e Maradona

E quel bacio vale più di mille parole, cancella di colpo tutte le brutte parole che i due si sono detti nel tempo. Fabio Cannavaro riportare tutto. Sotto gli occhi di grandi campioni i più grandi di sempre hanno suggellato una pace storica. E naturalmente poi non è mancata la foto con Maradona, Pelé e Putin, che il suo posto anche nella storia del calcio mondiale se l’è voluto prendere.